Nasce Wt: social, il social network contro le fake news
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Wt: social è il social network pensato dal creatore di Wikipedia, privo di pubblicità e libero da ogni sorta di fake news

Le fake news sono sicuramente una delle piaghe dei giorni nostri e i social network, Facebook su tutti, sono senz’altro in qualche modo complici del loro proliferare. I social, infatti, spesso non operano i controlli necessari a distinguere una notizia vera da una falsa, limitandosi ad accettare i soldi di chi paga per occupare uno spazio pubblicitario spesso senza curarsi delle conseguenze. Qualcuno, consapevole di tutto ciò sta cercando di offrire agli utenti un’alternativa valida.

Che cos’è Wt: social?

Si chiama Wt: social l’ultima idea partorita dalla mente di Jimmy Wales, informatico statunitense al quale dobbiamo, tra le varie cose, anche la creazione di Wikipedia. Wales è partito da WikiTribune, piattaforma nata nel 2017 sulla quale ogni utente può scrivere pagine d’informazione e correggere quelle altrui, tutte completamente modificabili in modo da alimentare un sistema di sorveglianza interno, basato sulla responsabilità degli utenti stessi.

È partito da WikiTribune, dicevamo, per creare questo Wt: social che altro non è che un’evoluzione della suddetta piattaforma: si tratta, infatti, di un social network privo di qualunque forma di pubblicità (e quindi del principale finanziamento di cui godono i social concorrenti), sul quale gli utenti potranno collaborare gli uni con gli altri nella stesura di notizie e nella correzione delle stesse, esattamente come accade su WikiTribune. In tal modo Wales spera di creare un ambiente più sano, nel quale la proliferazione delle fake news venga stroncata sul nascere dal controllo di utenti capaci di distinguerne la veridicità.

Un social a pagamento

Ciò che può scoraggiare, almeno in queste fasi iniziali del progetto, è il fatto di dover pagare una quota d’iscrizione per far parte di Wt: social. Il social network di Wales chiede, infatti, il versamento di una quota pari a 12 euro mensili o 90 euro annuali, almeno finché la piattaforma non si sarà rafforzata al punto tale da potersi basare sulle sole donazioni volontarie.

“Gli attuali social network si reggono su un modello di business legato alla pubblicità. Questo porta a una dipendenza, a rimanere incollati a un sito e a essere trasportati in discorsi di odio e radicali, non nella cura del lato umano” ha spiegato il creatore di Wt: social. La speranza, dunque, è che con il limitare la diffusione delle fake news si arrivi anche a porre un freno ai discorsi d’odio e violenza dei quali sono purtroppo sempre più pregni i social che siamo soliti utilizzare. Non resta altro che da verificare, a questo punto, se la fiducia negli utenti di Wt: social sarà stata ben riposta.