Raimondo Miele
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La Redazione ringrazia Antonio Cartagine per il lavoro fin qui svolto. Al contempo, fa i migliori auguri a Raimondo Miele per la nuova avventura. Nel tracciato di una continuità e verso un nuovo corso 

La proprietà mi ha ritenuto degno di raccogliere una difficile eredità; non è mai cosa agevole prendere il posto di chi, connotando questa testata giornalistica online di pregnanti interessi, ha inculcato nella redazione tutta uno spirito di pertinacia e di costanza, per raggiungere sempre migliori risultati.

Un sincero grazie ad Antonio Cartagine, per l’opera intrapresa e svolta con grande acume e che tenterò, nei limiti delle mie possibilità, di non farne soverchiamente rimpiangere competenze e qualità.

I mezzi di informazione

In un contesto come quello attuale, in cui i mezzi di informazione stentano a distinguersi per divulgazione e giusta relazione con l’esteriorità e la realtà dei fatti, è sentita l’esigenza di un prodotto che possa identificarsi per originalità e caratteristiche.

La tipicità di una rete, operante in campo telematico, dovrebbe avere come fine il raggiungere un considerevole numero di lettori, ed una apprezzabile incidenza, consapevole dell’impossibilità di un contatto fisico e visivo; altrettanto importante riflettere sul contesto, se la rete è in grado di andare anche in video, instaurando così anche una relazione diretta. L’interazione diventa, in tal caso, un connubio di azioni, attinenze e nessi con la diretta reciprocità degli ascoltatori/spettatori.

In sostanza, diffondere a mezzo stampa è un conto, trasmettere e propagare in ascolto e video un altro.

Il non escludere la cerchia di lettori, ascoltatori (e eventualmente spettatori del canale telematico) da ciascun gradimento, è il punto topico dell’estensione e dell’inserimento nel settore della comunicazione.

Una volta si faceva leva sul fatto, soprattutto, che nei paesi industrializzati ogni famiglia possedesse un televisore e, almeno, una radio; oggi i parametri sono radicalmente mutati e contribuire all’espansione ed all’aumento dei valori sociali, della cultura, degli interessi, di una platea sempre più vasta e variegata, è assai peculiare e deve denotare preparazione e prontezza di penetrazione nel settore dell’informazione.

Il punto focale, da non trascurare assolutamente, è che la comunicazione elettronica è alla portata di tutti, anche di coloro non del tutto alfabetizzati, in zone isolate e poco aduse alla socializzazione.

La rete telematica

La rete telematica è servita, quindi, anche a coinvolgere persone che, fino a qualche anno addietro, non pensavano assolutamente di poter interagire con un mondo esterno.

Tuttavia, nonostante esempi ricorrenti, ancora non si è ben compreso che le forme comportamentali, il linguaggio, i settori di interessi trattati, sono elementi da dover considerare con estrema attenzione e alto senso di responsabilità.

Non serve più essere in rete 24 ore su 24, trasmettendo infiniti programmi che trattano di calcio per inculcare e indottrinare pareri e convinzioni; non è più utile redigere panegirici su figure di preminenza temporale fuggevole; non è più prevalente l’esigenza di seguire il consenso di massa, sacrificando le preferenze di un pubblico meno vasto. La qualità, l’impegno, la molteplicità di argomenti, spaziare tra cultura e storia, tra sport e spettacolo, tra attualità e politica, tra comunicazione e disparità di opinioni, sono le armi che connotano, oggi e sempre in maniera più incisiva, i requisiti indispensabili per distinguersi.

Standardizzare e livellare sono da considerare azioni superate, la consuetudine ha stancato. La comunicazione ha successo se esiste una ricezione. Ed è su tale azione, credo, che si può costruire una realtà originale e non abusata.

Un nuovo corso…

Cultura, tradizione, eventi e concretezze (ritenuti anche secondari per l’industria della comunicazione), nuovi orizzonti di conoscenze e fonti di apprendimento, sport minori (ma di grande rilevanza sociale), musica, teatro e convegni sui temi più disparati, ma di marcato interesse temporale.

Questi gli ingredienti che possono rivelarsi decisivi per il futuro, in un campo affollato e scarsamente propositivo.

Questo l’intendimento, con la consapevolezza che ci attende un impegno arduo. Condivisione e collegialità, cooperazione, partecipazione attiva, devono essere le fattezze preminenti per tutti.

Nessun accentramento, ma un coinvolgimento totale ed incondizionato per sostenere, al meglio, le problematiche che ci attendono.

Ringrazio la proprietà del portale per la prestigiosa occasione offertami e per la fiducia accordatami. Farò e darò il massimo per non deludere.

A tutti buon lavoro, con il convincimento che un “Direttore”, da solo, non può essere determinante, ma con l’ausilio, l’apporto e il sostegno di tutti si può fare bene. Tutti insieme.

Tra tutti si dividono i meriti, uno solo “incassa” il dissenso. Ma noi faremo, sempre tutti insieme, la nostra parte. Ne sono convinta.

Lucia De Martino