Una maxi operazione della Polizia municipale di Napoli, in un blitz nel quartiere di Soccavo, sono stati ritrovati quattro pitbull rinchiusi in gabbia; due dei quali con le orecchie mozzate
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Una maxi operazione della Polizia municipale di Napoli, in un blitz nel quartiere di Soccavo, sono stati ritrovati quattro pitbull rinchiusi in gabbia; due dei quali con le orecchie mozzate

Giovedì scorso, 29 agosto, nella periferia occidentale di Napoli, durante un blitz condotto congiuntamente da: Polizia municipale, Unità Operativa Vomero, guidati dal capitano Gaetano Frattini dagli agenti dell’Unità Operativa Tutela Ambientale, guidati dal capitano Enrico del Gaudio, nonché la partecipazione  degli agenti della Polizia di Stato del commissariato San paolo e degli addetti dei Servizi Veterinari dell’Asl Napoli 1 Centro diretti dal dottor Vincenzo Capuano, sono stati scoperti due costruzioni in lamiera abusive in via Vicinale Paradiso, nei pressi dell’ex sede di allenamento del Calcio Napoli “Centro Paradiso”.

La retata parte dalle segnalazioni di alcuni residenti. I cani erano rinchiusi in queste due strutture in metallo di circa 15 metri quadri, abusive e costruite sul suolo pubblico. Tutti gli animali erano muniti di micrichip identificativo ma a due dei cani erano state recise le orecchie. Tutti e quattro i pitbull, ora, sono stati  affidati all’Asl per accertarne lo stato di salute. In caso di esito positivo, gli animali saranno riaffidati ai padroni.

Una sconfitta per gli animali

I cani al momento sono sotto osservazione, l’Asl dovrà accertarne lo stato di salute e qualora non presentino altri maltrattamenti verranno restituiti ai proprietari. Tuttavia, quella di giovedì non può considerarsi una vera e propria vittoria, anche se le gabbie sono state eliminate; le costruzioni, infatti, sono state abbattute dal Servizio Autoparco della Polizia Municipale ed i detriti raccolti dall’Asia per il corretto smaltimento resta la preoccupazione per la sorte degli animali. I proprietari, infatti, sono stati semplicemente ammoniti che, in caso di recidiva, gli animali saranno poi confiscati.

Resta il fatto che a due esemplari sono state tagliate le orecchie, pratica assolutamente illegale in Italia. Infatti, come recita l’articolo 10 della Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia  questa forma di amputazione deve essere vietata qualora non sia giustificata da un’esigenza medica certificata.

L’amputazione delle orecchie e della coda, negli passati, veniva effettuata prettamente per motivi estetici ma oggi, dopo l’entrata in vigore della legge n. 201 del 2010, tale pratica è considerata di per sé maltrattamento. Quindi riconsegnare gli animali ai precedenti padroni non è molto rassicurante.

Pitbull razza temuta e fraintesa

Il pitbull è un cane che, purtroppo, gode di una pessima reputazione, a causa degli esseri umani senza scrupoli che li allevano e addestrano per i combattimenti. In realtà, se ben educati questi cani sono dolcissimi e molto affettuosi, intelligentissimi e molto pazienti con i bambini. Sono cani sensibilissimi che hanno l’esigenza di vivere a stretto contatto con i padroni, la solitudine è una vera e propria sofferenza per loro. sono cani coraggiosi che farebbero di tutto per le persone che amano senza preoccuparsi della loro incolumità.

Per questo anche lasciare questi cani tante ore da soli in quei box può essere considerato di per sé una forma di maltrattamento. Si spera che il futuro di questi animali sia migliore.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.