Sangiorgiostation (fonte wikipedia)
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I giudici, dopo la scarcerazione dei tre indagati e dopo aver attentamente esaminato i video della sera del 5 marzo 2019, hanno dichiarato –“lei ha mentito”. I video raccontano di immagini completamente prive di drammaticità, contrariamente a quanto dichiarato dalla vittima

Le immagini video raccontano una storia totalmente diversa rispetto a quella esposta dalla presunta parte offesa, la 24enne Marina, che ha dichiarato di essere stata stuprata in un ascensore della circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, la sera del 5 marzo 2016, da tre ragazzi (Raffaele Borrelli, Alessandro Sbrescia e Antonio Cozzolino).

Niente violenza, niente spintoni, nessuna costrizione da parte dei ragazzi nei confronti della “vittima”. Niente abbandono dopo il sesso e niente lacrime come era, invece, stato riportato dalla ragazza nei vari interrogatori.

Le scene che si vedono sono assolutamente diverse, poiché raccontano di quattro amici che si incontrano, si salutano, scambiano qualche chiacchiera, fumano e consultano il cellulare. Tutto ciò prima di riuscire a trovare un ascensore guasto, ma buono per i loro scopi.

Stazione_San_Giorgio_a_Cremano (fonte wikipedia)
Stazione_San_Giorgio_a_Cremano (fonte wikipedia)

Vengono risentite le versioni dei tre indagati, finiti in carcere il 6 marzo dopo le accuse da parte della ragazza, che avevano, sin dall’inizio, negato qualunque tipo di violenza fisica e psicologica.

Da violenza a rapporto consenziente

Inizialmente la situazione era un po’ confusa perché i video non erano ancora stati inoltrati al gip o, i pochi frammenti in circolazione, erano spezzettati e non del tutto chiari. Un altro elemento non emerso era il quadro clinico della ragazza non accennato dal suo medico curante.

Stando al quadro clinico dell’ospedale di Torre del Greco, la ragazza appare dal 2016 come una “bugiarda patologica” (definizione che la presunta parte offesa dà di se stessa ai medici); decisamente bipolare, con un vissuto sessuale e familiare problematico, sempre al centro delle sue terapie.

La versione dei giudici

Pertanto le immagini demoliscono, in alcuni punti determinanti, il racconto della ragazza.

Scrivono i giudici Pepe, Foschini e Calabrese: «In due occasioni la ragazza aveva dichiarato di essere stata spinta in ascensore; di aver provato a mordere i genitali di uno dei ragazzi pur di difendersi e di aver poi esclamato la frase Dio mio ti supplico basta».

Le immagini, però, raccontano scene completamente diverse: «La ragazza saluta Alessandro Sbrescia, poi sale con i tre la rampa di scale; poi si vede lei, abbracciata d Alessandro, che fuma, consulta il cellulare, chiama l’ascensore, però guasto; sempre abbracciati i due si spostano verso un altro ascensore, poi lei offre un tiro di sigaretta ad Alessandro, per poi entrare volontariamente, senza essere spinta in ascensore».

La smentita

Dai video emersi in cui si consuma il rapporto sessuale, non emergono scene di costrizione o di violenza. Dopo l’atto i tre si ricompongono ed escono dall’ascensore in maniera del tutto ordinata: «gli indagati escono insieme alla ragazza perfettamente ricomposta nel vestiario, con il cellulare in mano, in condizioni di evidente tranquillità; si intrattiene con un paio di loro, poi scende le scale con assoluta normalità».

In seguito dalle immagini risulta che la ragazza si siede su una panchina, fuma una sigaretta e chiama la madre, senza fare alcuna allusione allo “stupro” avvenuto poco prima.

Alla madre appare lucida, capace di intendere, dato che le indica anche l’orario del treno. Successivamente, dopo poco, la ragazza scoppia in lacrime attirando l’attenzione di alcuni passanti.