Hacker hanno sistematicamente hackerato, per anni, delle comunicazioni diplomatiche dell’Unione Europea da parte di misteriosi hacker.
Hacker hanno sistematicamente hackerato, per anni, delle comunicazioni diplomatiche dell’Unione Europea da parte di misteriosi hacker.
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Nuovo scoop per il New York Times, che ha rivelato oggi, 19 dicembre 2018, all’opinione pubblica mondiale una sistematica infiltrazione di misteriosi hacker in delicate comunicazioni interne dell’Unione Europea

Il New York Times fu fondato il 18 settembre 1851 da George Jones e Henry Jarvis Raymond, a New York. Vanta una serie ininterrotta di grandi scoop, sia a livello nazionale che internazionale.

Probabilmente l’edizione di oggi, 19 dicembre, entrerà sicuramente negli annali della Old Gray Lady (Vecchia Signora in Grigio) per aver ospitato un articolo sul sistematico hackeraggio, avvenuto per anni, delle comunicazioni diplomatiche dell’Unione Europea da parte di misteriosi hacker.

Eclatante colpo degli hacker

Gli hacker, secondo quanto ha riportato il NYT, avrebbero intercettato e decodificato migliaia di mail, che hanno permesso di scoprire molto del pensiero diplomatico europeo su diversi temi caldi degli ultimi anni.

Non sappiamo come siano pervenute queste informazioni al New York Times, quello che però appare evidente sin da una prima lettura è del massimo interesse per chiunque si occupi di Geopolitica e di Storia. Nonostante gli affrettati commenti di Bruxelles che spergiura sulla sicurezza delle sue comunicazioni, almeno di quelle più riservate.

Alcuni contenuti delle mail intercettate

Dalle mail che abbiamo potuto leggere si evince la forte preoccupazione, da parte dell’UE, delle impennate improvvise da parte del Governo di Donald Trump. L’insicurezza su come procedere nei riguardi del programma nucleare portato avanti dalla Repubblica Islamica dell’Iran. La manifesta difficoltà nei rapporti diplomatici e commerciali con la Federazione Russia e la Repubblica Popolare Cinese.

Chi si cela dietro questi attacchi?

Dalle ricerche effettuate dal quotidiano statunitense sembrerebbe che il modus operandi utilizzato dagli hacker risulterebbe essere molto simile a quello utilizzato in passato dall’esercito cinese.

Come ha ricordato in queste ore il Vicepresidente della Commissione dell’Unione Europea il lettone Valdis Dombrovskis, nessun paese è al sicuro al 100 per 100 dagli attacchi hacker.

Noi lo abbiamo ricordato molte volte in passato e continueremo a farlo nel futuro per mantenere sempre desta l’attenzione pubblica italiana su questo costante pericolo.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.