NO-DIG: basta blocchi stradali per posare nuove tubazioni
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Tecnologie a basso impatto ambientale, questa è la miglior definizione delle tecniche TRENCHLESS e NO-DIG, letteralmente senza scavo

Tutti siamo esasperati dai blocchi stradali necessari per stendere nuovi cavi elettrici o per la fibra ottica, o per nuovi sottoservizi. Finalmente è disponibile una tecnologia che promette di rendere le manutenzioni rapide e minimamente invasive nelle nostre città il NO-DIG.

NO-DIG: scavare è ancora necessario?

Nelle grandi o piccole città, intere strade sono bloccate per ammodernare o estendere le reti infrastrutturali danneggiate o per inserire sotto il manto stradale nuovi apparati che forniscono servizi innovativi.

Il disagio è provocato dai tempi lunghi che richiedono gli scavi e successivamente la ripavimentazione; il tempo effettivo necessario alle riparazioni o alla installazione dei cavi per le nuove infrastrutture è solo una frazione di quello totale.

Recentemente è stata introdotta una tecnologia innovativa che, a ben pensarci, è un vero e proprio uovo di Colombo, cioè è intuitiva ed efficace anche senza comportare reali innovazioni tecnologiche.

Stiamo parlando della tecnologia NO-DIG, anche detta trenchless.

Queste “tecnologie mini invasive” a basso impatto ambientale consentono la posa, l’esercizio e la manutenzione di reti di sottoservizi vitali per la moderna connettività. Utilizzando tali tecniche è possibile creare reti in fibra ottica o per la fornitura di elettricità o che comunque utilizzino cavi, riducendo o addirittura eliminando del tutto la necessità dello scavo a cielo aperto.

Vantaggi ed ancora Vantaggi

I lavori effettuati in modalità trenchless hanno dimostrato di ridurre i costi sociali/ambientali fino all’80%. La certificazione di tali risultati giunge da valutatori autorevoli e riconosciuti in ambito transanazionale, quali appunto i TILab che ha utilizzato un modello di impatto ambientale sviluppato dalla Federazione delle Industrie Svedesi.

Non meno importante, inoltre, tale modalità riduce gli infortuni sul lavoro del 67%, come risulta dai dati elaborati dalla italianissima INAIL, deputata appunto al controllo della sicurezza nei cantieri.

Ulteriori vantaggio sono costituiti dalla riduzione del traffico di mezzi pesanti, dalla riduzione del tempo e dello spazio di occupazione di suolo pubblico, dal minimo impatto sul manto stradale (che riduce la formazione di pericolosissime buche), azzerando praticamente l’impatto sulla viabilità.

L’inquinamento acustico è incredibilmente ridotto, contribuendo quindi a rendere meno invivibili i centri urbani.

Ultimo ma non meno importante, è l’aspetto legato alla riduzione dei rischi per i lavoratori impiegati, di primaria importanza in termini di lotta alle morti bianche sul lavoro.

Cosa è il trenchless

Le principali tecnologie no-dig per nuove installazioni sono il directional drilling (Trivellazioni Orizzontali Controllate), ovvero una tecnica di perforazione con controllo attivo della traiettoria; il no-dig leggero, che  consiste nella posa di un monotubo con diametro inferiore a 50 mm, contenente 4/6 minitubi, senza eseguire scavi lungo il tratto da realizzare facendo passare i cavidotti su infrastrutture preesistenti.

A questi si aggiunge il pipe-jacking o spingi tubo, che prevede che la condotta venga installata per spinta nel terreno, al seguito di uno scudo di escavazione a fronte aperto o chiuso e nelle quali il materiale scavato viene portato fuori dal foro con un sistema meccanico o idraulico.

Il microtunneling o guided auger boring perfora minigallerie utilizzando frese spinte dall’esterno realizzando il rivestimento man mano che lo scudo avanza, sullo stile delle gallerie delle linee per i tremi delle metropolitane.