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Miracolati che vivono sulla luna

Il Governo è in palese difficoltà, chiede aiuto a tutti, ma non tutti sembrano aver compreso lo stato dell’arte. Si assistono a imbarazzanti interventi di ex ministri, assertori di un nuovo ponte di Genova vivibile, che asseriscono, con disarmante sicumera, che “loro” stanno lavorando sodo e la rabbia sociale è ben altra cosa, rispetto a quanto si vede ogni giorno in piazza.

Confusioni, spicciole e a grappoli, circa la revoca di concessioni; un argomento molto complesso trattato come un atto unilaterale. In pratica, spiegato con elementari e semplicistiche cognizioni, un auspicato esercizio di imposizione in uno Stato di Diritto.

Mirabolanti dichiarazioni

Da vertici, inequivocabilmente già protagonisti di approssimazione, ci viene comunicato che entro venerdì prossimo tutte le elargizioni relative alla cassa integrazione saranno evase. Eppure, ad oggi, quattro lavoratori su cinque non hanno visto un centesimo; chi ha avuto il sostegno in argomento, lo deve all’imprenditore che ha anticipato i soldoni.

I titolari di partita IVA – cioè coloro che producono reddito – non hanno compreso del tutto quali e quanti sostentamenti toccheranno loro. Una pioggia di “bonus”, ma dei 55 miliardi l’effettivo utilizzo non appare ancora certo.

Proposte senza riscontro

In una complicata alchimia, l’alleanza di maggioranza ha trovato anche il modo di complicare ciò che già era oltremodo confuso. Adesso si trova, l’alleanza in argomento, un documento sul tavolo; 102 punti in 53 pagine di documento propositivo. Il punto, assai difficile, da spiegare alle persone normali, è, tuttavia, di una semplicità estrema. Hai delle idee? Le hai tradotte in proposte? Va bene, grazie. Adesso fatti più in là. Stile Sorelle Bandiera.

Se non ci trovassimo davanti a urgenze, serie ed impellenti, ci sarebbe materiale per buona satira. La tragedia sociale sembra non essere stata appieno compresa; da una parte una maggioranza, dilaniata dalla propria stessa coesione; dall’altra un Paese che deve fronteggiare una coda epidemica ed una poco auspicabile riapparizione dell’epidemia, nel prossimo autunno.

Un autunno che già si preannuncia “caldo”, nonostante la miopia di chi non percepisce le severe avvisaglie di una rabbia sociale, sempre più palpabile. Intanto, in una situazione surreale, con posizioni distanti e scarsamente produttive, a Bergamo i familiari chiedono il perché dei decessi dei loro cari. Raccontano, tra il disappunto e la disperazione, che daranno il proprio supporto alle indagini che la Procura ha avviato.

Reazioni umane, strettamente legate al dolore di affetti perduti, senza neppure poterne piangere la dipartita accanto ai corpi dei congiunti defunti. Non può appagare la rimozione del direttore della Sanità; il vulnus è da individuarsi nelle carenze territoriali e nel ritardo delle risposte. Ci sono responsabilità personali che dovranno emergere.
Intanto, come al solito, auguri a noi.

 

Raimondo Miele