Norvegia
Oggi in Norvegia si ricordano le vittime dell'attentato del 2011
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In questa giornata la Norvegia ricorda le 77 vittime dell’attacco terroristico compiuto da Anders Breivik

Il 22 luglio del 2011 fu un giorno orribile per la Norvegia, ci furono due attentati che sconvolsero le vite degli abitanti del paese scandinavo.

Gli attentati avvennero nella capitale e nell’isola di Utoya. Le vittime furono, purtroppo, 77.

Norvegia: gli attentati a Oslo e Utoya

Il primo attentato si verificò alle 15.25, a Oslo, con un’autobomba nel quartiere dove si trovano i palazzi del governo norvegese. L’automobile, imbottito di ANFO (miscele esplosive costituite da nitrato d’ammonio, gasolio e altri additivi minori, impiegate in grossi quantitativi per usi civili in cave e miniere, dato il loro bassissimo costo), era stata parcheggiata di fronte al palazzo ospitante l’ufficio del primo ministro norvegese Jens Stoltenberg, nell’esplosione morirono otto persone e 209 rimasero ferite, di cui dodici gravemente. Probabilmente era proprio il ministro l’obiettivo dell’attacco.

Il secondo assalto avvenne meno di due ore dopo sull’isola di Utoya, dove era in corso un campus organizzato dalla sezione giovanile del Partito Laburista Norvegese. Un uomo, vestito con un’uniforme simile a quella della polizia norvegese, giunse sull’isola e aprì il fuoco su chiunque gli passasse davanti uccidendo 69 persone e ferendone 110, di cui 55 in maniera grave.

Le vittime erano tutte giovanissime, tra i 14 e i 20 anni. Dopo più di un’ora, l’anti-terrorismo norvegese fece irruzione nell’isola è arrestò l’attentatore, Anders Breivik. Per le tipologie di attentati e il numero di vittime si pensò inizialmente che avesse dei complici, ma diverse testimonianze hanno riferimento che il folle agì da solo.

Anders Breivik

Ma chi è Anders Breivik? Perché ha compiuto quei gesti folli? L’attentatore si dimostrò una persona molto fredda e pienamente consapevole dei gesti che compì. Rimarrà nella memoria il suo ingresso nel tribunale per il processo, dove si presentò tranquillo facendo il saluto nazista.

Anders Breivik si è dichiarato anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista e si definisce il più grande difensore del cristianesimo e della cultura conservatrice europea. Negli anni in carcere si è identificato nel nazionalsocialismo e nel fascismo.

Affermò di avere compiuto gli atti per mandare un “messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista e per fermare una decostruzione della cultura norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani”

Inizialmente ritenuto essere affetto da schizofrenia paranoide è stato dichiarato sano di mente e quindi penalmente responsabile. Il 24 agosto 2012 è stato condannato a ventuno anni di carcere, una pena estremamente leggera, ma per la legge norvegese è il massimo previsto.

A distanza di pochi anni sono ancora nella mente quelle immagini di terrore presenti negli occhi dei sopravvissuti, un dramma per la Norvegia, ma un episodio che non sarà isolato. Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi attentati, di diversa natura religiosa, in Europa e nel resto del mondo. Finirà mai tutto questo?

 

 

 

Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.