Planted chicken
adv

Grandi novità per il mondo vegetariano/vegano: la carne “commestibile” per tutti

Planted chicken, è questo il nome del prodotto di una startup svizzera. Per sapore e consistenza sembra pollo, ma non è pollo! In realtà è un misto di farina di piselli ed acqua. Questo potrebbe essere il cibo del futuro grazie anche alla sua ecosostenibilità.

Sembra carne, ma non è

L’idea innovativa è il risultato dell’ingegno della startup svizzera Planted. Da ringraziare, sono infatti tre ricercatori del Politecnico di Zurigo che hanno creato la carne di pollo vegetale. Il nuovo prodotto è stato creato modellando farina di piselli idratata.

“Non solo assomiglia visivamente al pollo, ma ne ha anche il sapore” hanno dichiarato gli scienziati. Secondo le intenzioni degli ideatori, questo è e sarà un prodotto non solo gustoso e sano per chi non mangia carne, ma anche ecosostenibile ad impatto 0 e rispettoso della natura. Ad un anno e mezzo dalla fondazione della startup, i tre ricercatori di Zurigo hanno iniziato a produrre carne di pollo fatta di farina di piselli.

“Nessun altro additivo o derivato animale è stato aggiunto” assicurano gli startupper. Il sapore e la consistenza è il frutto di un processo puramente termomeccanico. Infatti, la farina di pisello viene mescolata con acqua per creare un impasto, che viene pressato e tirato come quando si fa la pasta, così da formare fibre della lunghezza e della consistenza della carne del pollo per poi essere cotta.

Planted chicken Vs real

Rispetto alla carne di pollo, il planted chicken risparmia due terzi delle emissioni di gas serra prodotti dagli allevamenti e di utilizzo di suolo. Inoltre, il processo richiede la metà dell’energia e non contenere né ormoni né antibiotici. In conclusione è un prodotto sano, ecosostenibile ed economico.

Alternativa ecosostenibile alla carne

“Senza scendere a compromessi in fatto di sapore. Un prodotto che soddisfa anche la dimensione culturale del consumo di carne”. Per questo motivo la startup lo propone come alternativa alla carne non solo per vegani e vegetariani, ma soprattutto per flexitariani, ovvero coloro che stanno diminuendo, senza abbandonarlo del tutto, il consumo di carne e derivati animali. Chi sceglie tale regime alimentare lo fa soprattutto per abbattere il proprio impatto ambientale.

Il planted chicken in espansione

Attualmente, il planted chicken è servito in decine di ristoranti di Zurigo, Ginevra e Lucerna ed è molto apprezzato dai consumatori. L’obiettivo però non è quello di fermarsi qui, ma di continuare ad espandersi, non solo aumentando il numero di stabilimenti, ma tentando di creare nuovi prodotti simil-carne. Con la tecnologia che hanno sviluppato è teoricamente possibile regolare le lunghezze delle fibre proteiche per imitare vari tipi di carne, dal pesce al manzo. Sicuramente di questo ne saranno molto contente le comunità vegane e vegetariane, che sono in continuo aumento. L’aumentare del numero di questi soggetti è dovuto non solo a motivazioni religiose, ma anche ideologiche. Grazie alle campagne di sensibilizzazione, ma anche per “moda”, molte persone ogni giorno decidono di rinunciare alla carne in modo da ridurre la propria impronta ecologica e quindi favorire la transizione verso una civiltà ambientalmente sostenibile.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.