Nuova Zelanda attentato in due moschee, è attacco terroristico
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Attacco terroristico a Christchurch, Nuova Zelanda, contro 2 moschee, l’attentatore ha ripreso tutto in diretta Facebook

Terrore tra le strade di Christchurch, Nuova Zelanda, per un attacco terroristico.
L’attentatore, di 28 anni, è l’australiano Brenton Tarrant.
Dopo aver lasciato manifesti anti immigrazione la folle decisione: riprendere l’attentato in diretta Facebook.
Sui caricatori delle armi sono stati scritti alcuni nomi di estremisti tra cui, anche, Sebastiano Venier (il doge della repubblica di venezia) e Luca Traini.
“I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a coloro che sono stati colpiti oggi”, così il premier neo zelandese Jacinda Ardern.

Il fatto

In attesa di ulteriori aggiornamenti, riportiamo i fatti secondo le notizie che ci sono giunte fin’ora.
In Nuova Zelanda, nella città di Christchurch, notizia dell’ultima ora, sono state uccise quasi 50 persone e 20 sono rimaste ferite: il tutto durante la “preghiera del venerdì”, in due moschee.
Quattro persone arrestate, tra cui Brenton Tarrant: l’autore della strage.
L’australiano di 28 anni, ha rivendicato gli attacchi: prima di compiere il fatto aveva pubblicato un manifesto di 74 pagine contro i migranti: in cui si legge, tra le altre cose, chi sia egli e il motivo delle sue azioni.
Sui caricatori delle mitragliatrici erano stati messi alcuni nomi di estremisti; tra cui troviamo anche Sebastiano Venier e Luca Traini.
L’uomo, inoltre, come se non bastasse, ha deciso di testimoniare l’attentato in diretta Facebook: un video di 17 minuti, poi rimosso dai social.

Le parole del primo ministro

Il premier Jacinda Ardern ha confermato, dunque, il numero (attuale) delle vittime; ha poi precisato il suo pensiero sull’attacco terroristico, definendolo come: “un atto di violenza senza precedenti” e “uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda”.
Ha continuato, poi, ricordando che le persone colpite potrebbero essere anche dei migranti o rifugiati, ribadendo: “Loro hanno scelto la Nuova Zelanda come la loro casa ed è la loro casa. Loro sono noi – ha osservato – le persone che hanno compiuto questo atto di violenza non lo sono. Non c’è spazio per loro in Nuova Zelanda”.
Ha concluso spingendo la popolazione a non uscire di casa e non recarsi in prossimità delle moschee; inoltre ha chiesto di non ricondividere il link del “folle” video in diretta dell’attentato.

Trovati anche ordigni esplosivi

La prima parte dell’attentato si è svolta all’interno della moschea Al Noor: all’interno 300 persone; ore 13:40 locali.
Alcuni testimoni hanno affermato di aver visto un uomo, vestito totalmente di nero e armato, entrare all’interno del tempio islamico.
La strage è iniziata e terminata in un tempo relativamente breve, con persone morte ovunque.
Il commissario di polizia Mike Bush ha dichiarato che sono state trovate alcune automobili, riconducibili all’attentatore e ai complici, con all’interno ordigni esplosivi, lasciate al centro della città.

L’attentatore

Brenton Tarrant, originario dello Stato del Nuovo Galles del Sud, ha dichiarato di essere arrivato in Nuova Zelanda semplicemente per addestrarsi e pianificare l’attentato.
Lo stato neo zelandese non era il suo primo obbiettivo, ma ha deciso comunque di compiere l’atto al fine di dimostrare che l’immigrazione di massa “incontrollata” ha raggiunto anche le zone remote del pianeta.
Ha agito da solo, ma ha avuto contatti con vari gruppi nazionalisti del paese.
I nomi scritti sulle mitragliatrici sono un riferimento a personaggi “noti” per aver mosso battaglie contro il mondo musulmano.