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Primi test a Lanzarote per studiare gravità ed equipaggiamento

Praticamente, sta fissa davanti ai nostri occhi: la sera basta alzare il capo e, solo guardandola, ci si sente più romantici. Sarà per questo che camminare sulla luna è, nell’immaginario collettivo, un sogno ricorrente.

Ne sa qualcosa l’Europa che, nonostante un’attenzione crescente verso il pianeta Marte e possibili sue esplorazioni, sta preparando gli astronauti a future passeggiate lunari. Proprio così: lunghe e specifiche sessioni di allenamento. Armati di tuta spaziale, casco e tablet, i piloti galattici hanno effettuato le prime simulazioni allo scopo di provare la strumentazione e l’equipaggiamento sulle ceneri vulcaniche di Lanzarote, in Spagna. Parallelamente, nel chiuso dei laboratori, si stanno sperimentando gli effetti della debole gravità lunare: gli astronauti dovranno saltellare più che camminare, come spiegano gli esperti dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Un allenamento quotidiano

«Pensiamo che saltare sulla Luna possa generare forze simili a quelle scatenate dal camminare e correre sulla Terra: questo potrebbe permettere agli astronauti di mantenere ossa e muscoli in buone condizioni attraverso il movimento quotidiano -, spiega l’ingegnere Tobias Weber -. In questo modo si ridurrebbe la necessità di un equipaggiamento per l’allenamento come quello usato sulla Stazione spaziale internazionale».

Un tablet per ridurre i bagagli

Sulla luna e attraverso le galassie conviene viaggiare leggeri e comodi, si sa. Per questo motivo, gli astronauti ridurranno al minimo le attrezzature, grazie a uno speciale tablet (chiamato Electronic Field Book) messo a punto nelle simulazioni a Lanzarote. Questo device geolocalizza l’astronauta durante gli spostamenti, cataloga i campioni in base al sito in cui sono stati raccolti, integra le informazioni provenienti da strumenti come telecamere e microscopi e permette perfino una chat vocale con il centro di controllo. Il tutto grazie a un software sviluppato da Leonardo Turchi (orgoglio italiano), giovane ingegnere consulente dell’Esa.

 

I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.