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Lo studio ING: tecnologia e politica agiscano insieme

In occasione della COP24 di Katowice (conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico), ING (il gruppo bancario olandese) ha reso noti gli esiti della sua ultima ricerca “Technology, the climate saviour?”, condotta da ING Economics Department. Focus dello studio è la correlazione tra tecnologia e lotta al global warming.

Lo scenario

Contro ogni aspettativa, il quadro delineato da ING è realistico, ma positivo, tanto che si parla di Positive Tech Scenario. In pratica, gli esperti prevedono una riduzione del 64% di CO₂ (anidride carbonica) entro il 2050, con l’aiuto della tecnologia e attraverso sagge politiche governative.

La ricerca rivela che l’aumento dei guadagni di efficienza energetica, il passaggio all’elettrico e all’energia rinnovabile saranno fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi del 2015 (riduzione delle emissioni di CO₂).

ING suggerisce che sarà necessario implementare soluzioni legate all’elettrico e alle rinnovabili in settori come il trasporto, l’industria e il real estate. Va bene, da un lato, l’aumento dei profitti, ma dall’altro occorre compensare in termini di efficienza energetica. Quest’ultima – è storicamente provato –   aumenta ogni anno nei vari settori dell’1 o il 2% all’anno, ma in ogni attività oggi c’è la tecnologia per migliorare strutturalmente la percentuale.

Le cifre

Secondo il Positive Tech Scenario di ING, sarà possibile arrivare ad una diminuzione delle emissioni di CO₂ dai 33 gigatoni di oggi ai 12 gigatoni stimati per il 2050. Una vera evoluzione! Qualora questa previsione si realizzasse, la domanda di elettricità aumenterebbe di quasi il 160%, passando da circa 20.000 TWh a 52.000 TWh nel 2050. A quel punto, bisognerà rivoluzionare la produzione di energia elettrica, prestando attenzione sempre maggiore all’energia solare ed eolica. In questi ultimi due settori, tra l’altro, la situazione attuale è particolarmente rosea, grazie a una rapida riduzione dei costi. Si pensi che il prezzo dei pannelli solari è diminuito del 29% all’anno dagli anni Settanta ad oggi.

Stando a quanto riportato dagli esperti di ING, includendo nel bilancio generale anche le fonti idriche, geotermiche e il biogas, la quota di fonti rinnovabili nel power mix globale raggiungerà l’82% nel 2050. Il messaggio dello studio condotto è chiaro: la tecnologia, nel combattere il cambiamento climatico, ha un ruolo fondamentale, ma le politiche governative devono assolutamente muoversi di pari passo.