OCSE - PISA 2019 gli studenti italiani non capiscono quello che leggono
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OCSE – PISA 2019 è impietosa verso la scuola italiana: bene solo in matematica, malissimo istituti tecnici, professionali e studenti del sud

L’indagine statistica OCSE – PISA 2019 si è conclusa con risultati disastrosi per gli studenti italiani. OCSE – PISA non è altro che un’indagine statistica condotta dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), per valutare il livello degli studenti di tutto il mondo. L’indagine si svolge con cadenza triennale. Quest’anno ha impegnato, per il nostro Paese, 11mila ragazzi iscritti al secondo anno delle superiori, provenienti da Licei, Istituti Tecnici ed Istituti Professionali.

Il programma per la valutazione internazionale dello studente (Programme for International Student Assessment, meglio noto con l’acronimo PISA) ha visto quest’anno, per la prima volta nella storia, la partecipazione anche di delegazioni di studenti provenienti da alcune zone della Cina. Proprio gli studenti cinesi si sono dimostrati i migliori in assoluto nelle tre classifiche: lettura, matematica, scienze. In generale, gli studenti asiatici hanno ottenuto performance migliori degli altri, spesso staccandoli nettamente. In Europa i risultati migliori sono stati raggiunti dai Paesi Scandinavi, i peggiori da quelli di area mediterranea.

Ocse – Pisa: gli studenti italiani faticano più degli altri a comprendere un testo

Un po’ a sorpresa, gli studenti italiani si sono posizionati al di sotto della media in lettura e nelle scienze. Hanno invece ottenuto risultati lusinghieri in matematica, seppur con notevoli differenze tra le varie zone dello stivale. In generale, tra i nostri studenti sono sempre meno numerose le eccellenze, mentre aumenta il numero degli insufficienti.

Per quanto riguarda il test di lettura, esso richiedeva non solo di isolare correttamente le informazioni fondamentali contenute nel testo fornito, ma di valutare l’attendibilità del testo stesso. In parole povere, nell’epoca dell’informazione digitale e del proliferare delle fake news, si richiedeva agli studenti la capacità di discernere un’informazione vera da una fasulla. I risultati sono desolanti a livello mondiale: solo uno studente su dieci è stato in grado di districarsi correttamente tra informazioni reali e fake news. In Italia, però, le cose vanno anche peggio, visto che la percentuale di sprovveduti digitali è doppia rispetto alla media. Nel nostro Paese, cioè, solo uno studente su 20 non cade nella ragnatela delle notizie fasulle che spopolano sul web. Inoltre, i nostri studenti sono tra quelli che faticano di più a comprendere il significato di un testo ed a trovare quello che cercano in rete.

Nell’ambito delle scienze, ciò che fa difetto al nostro Paese è la percentuale degli studenti eccellenti, inferiore alla media europea. Il livello generale è tutto sommato ancora accettabile, sebbene in calo rispetto a 10 anni fa.

Il quadro si capovolge se consideriamo la matematica. In questo ambito la media è pari a quella europea e gli studenti del nord-est eccellono, ottenendo punteggi simili a quelli dei colleghi scandinavi.

Le differenze maschi – femmine e Nord – Sud.

Le studentesse continuano ad ottenere punteggi migliori dei loro colleghi maschi in lettura. Tuttavia sono anche quelle che manifestano il calo di prestazioni maggiore nell’ultimo decennio. Meglio gli uomini delle donne, invece, sia in matematica che nelle scienze. Su questo aspetto pesano ancora, però, gli stereotipi di genere. Le donne che eccellono nell’ambito scientifico, infatti, reputano comunque improbabile una prosecuzione degli studi in tale ambito. Inoltre gli studenti provenienti da famiglie modeste, seppur eccellenti, non ritengono che potranno permettersi di frequentare l’università.

Il calo maggiore nelle prestazioni riguarda gli studenti degli istituti tecnici e soprattutto quelli di istituti professionali. Si comportano decisamente meglio gli alunni liceali.

Analizzando il rendimento degli studenti italiani e collegandolo alla loro provenienza territoriale, il quadro diviene particolarmente preoccupante. Gli studenti del nord Italia ottengono difatti punteggi paragonabili a quelli di Paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e Norvegia. Si difendono gli studenti dell’Italia centrale, in media con quelli dell’Europa. Va malissimo al Sud ed ancora peggio nelle isole, con risultati inferiori anche a Turchia e Ucraina.