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Il primo settembre la Chiesa Cattolica ricorda la figura di Sant’Egidio Abate. Venerato come patrono dei tessitori, dei fabbri ferrai, dei mendicanti, degli storpi, viene considerato in alcune zone europee anche un Santo protettore dei bambini.

Le vicende del Santo vengono narrate nelle pagine della Leggenda Aurea, una vasta raccolta di storia delle vite di santi scritta nel XIII secolo da Iacopo da Varagine. Secondo questi scritti Sant’ Egidio nacque ad Atene da una famiglia di stirpe reale. Sin da piccolo venne istruito secondo i dettami della religione cristiana e, giunto in età adulta, scelse la vita da eremita e si nascose alla gente nel folto di un bosco.

Leggenda vuole che il sant’uomo venisse nutrito con il latte portato da una cerva messaggera di Dio ma, sfortunatamente, un giorno l’animale si trovò coinvolta all’interno di una battuta di caccia. Inseguita dai cacciatori si rifugiò ai piedi dell’eremita e il re, a capo dei cacciatori, cercando di colpire la cerva colpì inavvertitamente con una freccia l’eremita. Per farsi perdonare dell’accaduto, il re fece omaggio all’eremita del bosco dove viveva. In quel luogo qualche anno dopo sorse un abbazia di cui Sant’Egidio divenne abate.

Sempre secondo la leggenda, il re Carlo Magno venuto al corrente dei miracoli fatti dal Santo invitò l’uomo a palazzo come consigliere. Un giorno il re confessò a Sant’ Egidio un gravissimo peccato commesso nei confronti della sorella. A distanza di qualche domenica, mentre celebrava la messa Sant’ Egidio, vide un angelo che recava con sé un foglio, su cui era scritto il peccato commesso dal re e la preghiera da recitare per il perdono. Sant’Egidio portò il foglio al re che nel vederlo si pentì del misfatto commesso.

 

A Napoli si dice:” ‘A famma fa ascì’ ‘o lupo da ‘o bosco”.
(Il bisogno spinge l’uomo a fare quel che normalmente non farebbe).

 

Riflessione del giorno:

Un uomo che osa sprecare anche solo un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita.
(Charles Darwin)

 

 

Casimiro Todicchio