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San Diego (Didacus) è uno dei santi più popolari in Spagna e uno dei grandi protettori degli Indios.

San Diego, nacque nella Spagna, a San Nicola di Porto, e fin dalla sua prima giovinezza si dedicò alla pratica della disciplina cattolica e si esercitò nel raccoglimento e nella vita interiore.

Ma per servire Dio integralmente, entrò nel convento di Arizzafa tenuto dai Frati Minori Osservanti e fatto il noviziato emise la sua professione nell’umile qualità di fratello laico.

Da quel momento non vi fu occupazione per quanto umile a cui si rifiutasse, fedelissimo sempre e in tutto a quello che richiedeva da lui la santa ubbidienza. Benché fosse quasi completamente illetterato, pure per luce soprannaturale penetrò talmente le cose celesti, che a tutti la sua scienza apparve un prodigio.

Mandato nelle isole Canarie, ebbe a soffrire terribili prove, sia dagli esterni che dai suoi confratelli. Tuttavia vinse sempre ogni ostacolo con la sua invitta pazienza, per cui non solo chi lo conosceva restava ammirato, ma dal suo esempio furono condotti a Dio anche molti infedeli.

Avrebbe voluto morire martire per la fede, ma il Signore disponeva diversamente. Venuto a Roma per il giubileo, fu destinato al convento di Aracoeli e addetto al servizio degli infermi.

La sua carità 692 ebbe allora modo di risplendere agli occhi di tutti: difatti, benché la città fosse oppressa dalla carestia, l’umile ed instancabile fraticello tanto s’industriò che ai suoi cari confratelli ed ai suoi malati nulla mai venisse a mancare di quanto era necessario al loro sostentamento.

Era devotissimo della SS. Vergine, ed usando dell’olio della lampada che continuamente egli teneva accesa davanti alla venerata immagine di Maria, guarì molti malati; altre volte invece il Signore concesse la grazia della sanità anche a coloro che semplicemente si facevano da lui benedire.

Poverissimo, pronto a rendere qualunque servizio al prossimo, si preparò a ricevere la corona del giusto, che ormai presentiva vicina. Messosi a letto, contemplo con amore più vivo le piaghe del Salvatore morto sulla croce e spirò nel suo amplesso il 13 novembre del 1463.

Il suo corpo, per desiderio del popolo, rimase esposto alla venerazione dei fedeli per diversi mesi mantenendosi prodigiosamente incorrotto. La sua tomba poi fu fonte di inesauribili grazie e miracoli, per cui Sisto V lo annoverò nel catalogo dei Santi.

 

 

A Napoli si dice: “Pate sparagnatore, figlio scialacquatore”.
Padre economo, figlio spendaccione.

 

 

Riflessione del giorno:

Mi piacerebbe vivere come un uomo povero con un sacco di soldi.
(Pablo Picasso)

 

 

Casimiro Todicchio