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Nata il 22 agosto del 1647 in Borgogna, nel piccolo paesino francese di Verosvres, Margherita Maria Alacoque divenne in seguito monaca presso Paray le Monial, nell’ordine fondato da Francesco di Sales, quello della Visitazione.

A venticinque anni, mentre si trovava in adorazione di Gesù Eucarestia, iniziò ad avere le prime singolari visioni, che si ripeteranno per due anni durante ogni primo venerdì del mese.

Se a nove anni ricevette la prima Comunione, solo a ventidue fu cresimata, occasione per la quale volle prepararsi col sacramento della Riconciliazione, impiegando quindici giorni per scrivere su un quaderno le proprie mancanze!

Fatto che sottolinea ampiamente la sua predisposizione ad accogliere quanto seguirà: nel 1675, durante l’ottava del Corpus Domini, Gesù le apparve col petto squarciato e, indicandosi il cuore, le parlò, promettendo grazie a tutti coloro che avrebbero onorato il suo Cuore.

Da quel momento l’iconografia si sbizzarrì nel riprodurre l’eccezionale evento.

Le fece dodici promesse, l’ultima della quali afferma: “A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo”.  

In una delle sue lettere così si esprime: “Il suo Sacro Cuore è una fonte inesauribile che cerca solo di riempire i cuori umili, vuoti.. è una fonte inesausta, dalla quale scendono ininterrottamente tre canali: il primo è quello della misericordia verso i peccatori.. Il secondo è quello della carità.. Il terzo è quello dell’amore e della luce per gli amici perfetti, che egli desidera unire a se stesso, per comunicare loro la sua scienza e i suoi desideri.. Questo cuore divino – prosegue – è un abisso di bene, in cui i poveri devono riversare le loro necessità. È un abisso di gioia, dove bisogna gettare tutte le nostre tristezze. È un abisso di umiliazione per il nostro orgoglio, un abisso.. in cui bisogna seppellire tutte le nostre miserie”.

Margherita morì a soli 43 anni. Era il 17 ottobre 1690. La sua memoria tuttavia è stata collocata il giorno precedente, con ogni probabilità per non sovrapporla a quella del celebre martire Ignazio di Antiochia.

“La Scrittura chiama cuore tutto ciò che in esso vi confluisce, i pensieri e i dubbi, la volontà e i sentimenti. Allora sì, Gesù, affidiamo il nostro povero cuore al tuo: rendilo capace di amare”. 

 

 A Napoli si dice: “A ‘o vero amico nun ja da’ maie spiegazione”.
All’amico vero non devi mai dare spiegazione di nulla.

 

 

Riflessione del giorno:

Il gioco è il lavoro del bambino.
(Maria Montessori)

Casimiro Todicchio