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Per avere sue notizie in merito, bisogna risalire all’Historia Francorum, del VI secolo, opera di san Gregorio di Tours

Quest’ultimo narra che intorno alla metà del III secolo, quindi nel 250, Gaziano era uno dei sette missionari che San Dionigi di Parigi portò con sé da Roma, con l’intento di far conoscere anche nelle Gallie il Vangelo e i suoi principi.

Un’altra versione che è stata fornita nel tempo, senza che però se ne abbiano riscontri attendibili, sostiene che fu San Pietro stesso a portare con sé quei missionari. Gaziano obbedì agli ordini che gli erano stati impartiti, predicò il Vangelo nella Gallia Lugdunense , a Tours per ben cinquant’anni, dando vita anche alla diocesi di Tours.

Tuttavia, gli inizi non furono affatto facili, data la grande ostilità che il popolo di Tours riservò nei suoi confronti, tanto da costringerlo a celebrare i rituali nelle catacombe. Nonostante ciò, il caparbio uomo non si arrese e superò ogni avversità, portando la sua sacra missione a compimento.

Alla sua morte, lo seppellirono in un cimitero Cristiano nelle vicinanze di Tours. Successivamente, Martino di Tours fece spostare le sue spoglie nella chiesa dove poi venne costruita la cattedrale di Tours, oggi nota come ‘La Gatianne’, in onore del santo.

Il 18 Dicembre il martirologio Romano ha fissato la memoria liturgica di questo santo. Lo si celebra in tutta Italia, in particolar modo nella città di Arona, poiché è incluso fra i Santi che ne sono patroni.

 

A Napoli si dice:” ‘A gallina se spenna morta, no viva”.       
La gallina va spennata quando è morta e non da viva.

 

 

Riflessione del giorno:

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.
(Nietzsche)

 

 

Casimiro Todicchio