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San Cirillo nacque nel 315 e morì a Gerusalemme nel 387. Per la sua incrollabile fede, San Cirillo viene rappresentato nell’iconografia cristiana con il bastone pastorale fra le mani   

Nel 335 divenne sacerdote, ordinato da Macario, vescovo di Gerusalemme.
San Cirillo si impegnò nella diffusione della fede cristiana proprio nella città nativa, portandolo a essere in breve tempo una figura di spicco nel panorama.

Cirillo continuò la sua missione nella sua città, nella quale nel 347 venne nominato vescovo dal primate di Cesarea, Acacio. Ben presto però il rapporto tra i due si rivelò tutto fuorché idilliaco: difatti nel 358 Acacio decise di Cirillo, con l’accusa di aver venduto i beni della Chiesa per sfamare i poveri della città.

Tuttavia nel 358, a seguito della deposizione di Acacio, Cirillo poté tornare tornò a Gerusalemme per continuare a svolgere il proprio ruolo di vescovo. L’anno seguente però Cirillo fu costretto nuovamente all’esilio: l’imperatore Costanzo, difatti, in totale disaccordo con le idee promosse dal santo decretò il nuovo esilio.

Il vescovo successivamente fu riammesso ed esiliato più volte dalla sua città, in base ai cambiamenti dei vertici del potere.    Fu riammesso definitivamente nel 381 quando, durante il concilio di Costantinopoli, la preghiera del credo niceno divenne ufficialmente adottata dalla Chiesa Cattolica.

In questi anni, indubbiamente di maggiore serenità, San Cirillo continuò la sua opera di professione di Fede e divulgazione del Verbo. Morì nel 387 a Gerusalemme il 18 marzo del 387.

Per la sua opera di diffusione e la sua profonda passione per la Teologia, Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa nel 1882.

 

 

 

 

A Napoli si dice: E ccose pruibbite songo ‘e cchiù sapurite”.
Le cose vietate sono le più eccitanti.

 

 

Riflessione del giorno:

La tentazione di fare ciò che è proibito proprio perché è proibito è la più grande delle tentazioni.
(Jenni Calder)

 

Casimiro Todicchio