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Sant’Elpidio  è uno dei santi più antichi di cui, purtroppo, si hanno poche, contraddittorie e frammentarie notizie

Nato presumibilmente in Cappadocia (ma c’è chi sostiene che sia nato nel territorio oggi occupato dalle Marche) e morto nel IV secolo a nella zona del Piceno. In questo territorio, il Santo, visse in una grotta come anacoreta, allontanandosi dalle necessità umane per avvicinarsi sempre più, con la preghiera e la solitudine, a Dio.

Sempre qui iniziò la diffusione del suo culto, un culto che trovò molti proseliti. Il suo apostolato, nonostante di lui non si sappia quasi nulla, ha lasciato un’impronta molto forte, tanto da portare la sua venerazione intatta fino ai giorni nostri e a trasferire il suo nome a molti paesi della zona. Lo stesso nome, è di uso comune anche fra le persone. Proprio nell’epoca di questo santo, il IV secolo, stava prendendo piede una nuova formula di monachesimo: il cenobitismo.

La regola che venne dettata da San Basilio, fu una regola basata sul lavoro manuale e intellettuale oltre a rafforzare l’autorità l’abate per eliminare tutte le distrazioni personali. Probabilmente anche Sant’Elpidio ha fatto questa esperienza prima di passare al proselitismo.

 

A Napoli si dice:”Robba ‘e mangiatorio, nun se porta a confessorio”.
(I peccati di gola non si portano nel confessionale).

 

Riflessione del giorno:

“Hai mangiato?” È la più autentica espressione d’amore.
(Laura Morante)

 

Casimiro Todicchio