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San Pietro Canisio fu il primo gesuita della provincia germanica. Nel 1925 è stato proclamato santo e dottore della Chiesa da papa Pio XI

Pietro Canisio era figlio del Borgomastro di Nimega, villaggio che si trovava allora nel ducato di Gheldria e, dunque, nel Sacro Romano Impero e di appartenenza germanica. È grazie a ciò che ha la possibilità di studiare sia diritto canonico a Lovanio e diritto civile a Colonia.

L’8 maggio 1543, giorno del suo 22º compleanno, Canisio divenne l’ottavo membro, e il primo tedesco, dell’Ordine dei Gesuiti fondato pochi anni prima. Quale primo Provinciale dell’Ordine in Germania Canisio avrebbe poi esercitato un influsso decisivo nella Controriforma in Germania, favorendo una parziale diffusione del cattolicesimo nel paese a maggioranza protestante.

Nel gennaio 1547 Canisio è chiamato dal Vescovo di Augusta, Cardinale Otto Truchsess von Waldburg a partecipare al Concilio di Trento dove diventa teologo del Cardinale Truchsess oltre che consigliere del Papa. E da questo periodo Canisio comincia a usare la forma latina del suo nome.

Fu professore di teologia e in seguito Rettore dell’Università di Ingolstadt; fu amministratore della diocesi di Vienna dal 1554 al 1555, e qui dove tenne affollatissime prediche nel Duomo di Santo Stefano. Nel contempo egli svolse un’intensa attività controriformistica nella Germania meridionale con la piena fiducia sia dell’imperatore Ferdinando I sia di papa Gregorio XIII.

Canisio si fece apprezzare in particolare per i suoi modi cortesi. Egli era uso parlare di nuove dottrine, di nuovi insegnamenti e non di eretici o di errori. Il suo catechismo, che apparve nel 1555 sotto il titolo “Summa doctrinae christianae”, fu pensato come una risposta a Martin Lutero e fu ristampato, soltanto nel periodo in cui Canisio visse, ben 200 volte.

Nei suoi ultimi anni fondò in Svizzera a Friburgo nel 1580 il collegio Sankt Michael, che fu poi trasferito a Feldkirch e infine a St. Blasien nella Foresta Nera. Alla sua morte fu sepolto nella chiesa universitaria di Friburgo Sankt Michael.

 

 

A Napoli si dice: “‘A collera è petrosa, va ‘ncuorpo e fa ‘o pertuso”.    
La collera è come una pietra, entra in corpo e perfora l’intestino.

 

 

Riflessione del giorno:

Se non controlli la tua collera, la tua collera controllerà te.
(Stephen King)

 

Casimiro Todicchio