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San Giovanni era il più giovane dei dodici apostoli, ma ancor prima di conoscere Gesù, era tra i seguaci del Battista e lo racconta lui stesso nelle sue scritture

I Vangeli ci informano che Giovanni era originario di un villaggio sulle coste del lago di Tiberiade e che era figlio di Zebedeo e Salome, la madre era probabilmente una parente di Maria poiché spesso le appare accanto nei racconti evangelici e ciò spiegherebbe anche il particolare affetto che legava Gesù a Giovanni.

Nonostante fosse di famiglia benestante, il Santo non aveva seguito un percorso di studi e per questo motivo venne spesso definito come illetterato e ignorante. Più di uno studioso è convinto che i suoi scritti non siano stati redatti direttamente da lui, ma semplicemente dettati.

Con il fratello Giacomo, detto il Maggiore, si unì a Cristo un giorno in cui il Messia passò sulle sponde del lago e, vedendoli intenti a rammendare le reti, li invitò a seguirlo. I due, insieme a Pietro, ebbero sempre una posizione di rilievo rispetto agli altri apostoli e si trovarono testimoni di molti degli eventi miracolosi compiuti da Gesù: persino nell’ultima cena Giovanni fu invitato a sedere alla destra di Cristo.

Fu il solo a recarsi ai piedi della croce accompagnandosi a Maria e dopo la morte di Gesù seguì Pietro e insieme predicarono in Palestina. Più volte entrambi furono arrestati e flagellati per ordine del Sinedrio.

Dopo la decapitazione del fratello Giacomo, lasciò la sua terra dirigendosi in Asia Minore per predicare la parola di Cristo e divenne il reggitore della chiesa di Efeso. Durante la persecuzione dell’imperatore Domiziano (51-96 d.C.) venne convocato a Roma dallo stesso sovrano, che aveva sentito spesso parlare di lui, e lo sottopose a supplizio.

Giovanni venne rasato in segno di scherno e quindi immerso nell’olio bollente, ma ne uscì incolume. Il fatto avvenne nei pressi della Porta Latina e ancora oggi si può notare in quell’area un tempietto progettato da Bramante e Borromini che fu posto a ricordo del martirio del Santo.

Non scalfito dall’olio bollente, Giovanni venne mandato in esilio sull’isola di Patmos (nell’arcipelago delle Sporadi), dove rimase fino alla morte di Domiziano. Salito poi al trono Nerva, che aveva un atteggiamento conciliante verso i cristiani, il Santo poté tornare a Efeso.

Qui continuò a predicare l’amore e la parola di Gesù, nonostante fosse ormai vecchissimo e non fosse più in grado di camminare. Si narra che venisse portato a braccia alle riunioni dei cristiani fino al 104, anno in cui si ritiene egli sia morto.

 

 

A Napoli si dice: “È meglio pane e cepolla ‘a casa toja ca galline e fasano ‘ncasa d’autre”.  
Meglio pane e cipolle a casa tua, che gallina e fagiano in casa d’altri.

 

 

Riflessione del giorno:

Potrei anche dire che l’amore è come l’alcool. Lo provi una volta, ti fa girare la testa, ne vuoi ancora e ancora. Ti fa sentire male, tanto male che dirai di non voler provare mai più. Ma poi, al prossimo bicchiere ci ricascherai. E non dirai di no.
(Charles Bukowski).

 

Casimiro Todicchio