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Oggi, 29 dicembre, si festeggia San Davide

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Davide era il settimo dei figli di Isai, della tribù di Giuda

Si racconta che Dio, dopo avere ripudiato Saul come re d’Israele mandò Samuele nella casa di Davide per eleggerlo al posto del regnante. Chiamato dal pascolo dove si trovava, Dio lo vide al suo cospetto ed esclamò: “Alzati, ungilo, perché è lui”.

Da quel giorno Saul divenne triste per l’episodio, e visto che Davide era un citarista mirabile, lo volle a corte come scudiero, e per dissipare la sua tristezza con il suono dell’arpa. Durante la sua permanenza a corte, fuori incombeva la guerra tra Filistei e Israeliti.

Tra i primi c’era un soldato gigante dal nome Golia, che si faceva strada tra l’esercito sfidando i combattenti avversari e per 40 lunghi giorni provocava tutti dicendo: “Io oggi ho disprezzato le schiere del Dio d’Israele”.

Davide lo udì, e decise di affrontarlo.

Si armò di fionda e bastone e lo affrontò. La sua mira gli consentì di fare centro con un sasso proprio nella fronte del gigante, il quale stramazzò al suolo, consentendo a Davide di affondare la spada sulla sua testa, mozzandola.

Saul allora, sempre più incollerito, lo sfidò a uccidere 100 filistei per avere la mano della figlia Mikal, e Davide riuscì anche in questa impresa, ma dovette fuggire nel deserto per scampare alla furia del re.

Dopo la morte di Saul, per mano dei filistei, Davide condusse il suo popolo alla gloria, trasportando l’Arca dell’Alleanza sul monte Sion. Ma Davide era un peccatore, e il suo peccato più grande era Betsabea, figlia di Eliam e moglie del suo ufficiale Uria l’Ittita, con la quale si macchiò di adulterio.

Non contento del suo peccato, Davide fece uccidere il marito e sposò Betsabea, ma dopo che Dio lo punì facendogli morire il loro figlio, Davide si pentì e giurò penitenza. Davide proseguì la sua vita assennata, ebbe altri figli e dopo 40 anni di regno e una vita esistenza, in fin di vita, chiamò a sé il figlio Salomone e gli promise il suo regno.

Morì e fu sepolto a Gerusalemme. La sua tomba si troverebbe sul monte Sion.

 

 

A Napoli si dice: ”‘A mugliera è sango ‘mprestato”.     
La moglie è sangue preso in prestito.

 

 

Riflessione del giorno:

Si vive in un’epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
(Oscar Wilde)

 

 

Casimiro Todicchio