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San Saturnino di Tolosa è annoverato fra i grandi santi di Gallia

Di lui si parla nella “Passio Saturnini”, documento di un cronista anonimo risalente alla metà del V secolo. Secondo questo cronista Saturnino proveniva dall’oriente e stabilì la sua sede in Tolosa, della quale fu Vescovo, ove, mentre scarsa era la presenza di cristiani, molto attivo era invece il culto pagano.

Secondo tale cronista, il Vescovo Saturnino avrebbe destato le ire dei pagani poiché, quando passava dinnanzi al tempio di Giove Capitolino, ove venivano sacrificati tori alla divinità, i responsi degli aruspici risultavano incomprensibili.

Saturnino, dopo il suo rifiuto di sacrificare a Giove, sarebbe così stato legato al collo di un toro che, reso inferocito da pungoli vari, fuggì straziando le membra del povero Vescovo cristiano.

In questa maniera viene ritratto nella “Legenda Aurea” di Jacopo da Varazze, conservata a Parigi e risalente al XIV secolo. Piamente sepolto da alcune donne cristiane, i suoi resti furono ritrovati nel VI secolo dal duca Leunebaldo che fece erigere sul luogo una chiesa a lui dedicata, Saint Sernin du Taur.

A questo Santo sono dedicate alcune basiliche, tra cui la basilica di Saint Sernin di Tolosa e la chiesa di San Cernin a Pamplona, città di cui è compatrono assieme a San Firmino.

 

A Napoli si dice: “A criature nun prumettere e a sante nun fa voto”.   
Non si fanno promesse a bambini né voti a santi (Voi ve ne dimenticate, ma loro hanno una memoria di ferro).

 

 

Riflessione del giorno:

Un voto è un atto puramente religioso che non può essere preso in uno slancio di passione. Può essere preso solo da una mente purificata e composta e come Dio per testimone.
Mahatma Gandhi