adv

Tra i personaggi minori delle prime comunità cristiane di cui parlano gli Atti degli Apostoli, c’è anche una donna di nome Lidia, una commerciante di porpora della città di Tiatira (città dell’Asia), “timorata di Dio”, ossia di quei pagani che professavano la fede dei Giudei.

Lidia, non sappiamo se nubile o vedova, perché di un suo marito non si parla, era dunque pagana, aveva una posizione economica e sociale abbastanza importante, ma gli affari terreni non avevano assorbito il suo cuore. Ella fu la prima battezzata europea e la sua abitazione a Filippi diventò luogo d’incontro di tutta la comunità dei fratelli, una vera “chiesa domestica”.

La sua ospitalità fu così sincera e cordiale, che quando Paolo e Sila uscirono di prigione dove erano stati rinchiusi in seguito ad una sommossa popolare, prima di allontanarsi dalla città, secondo l’invito dei magistrati, si recarono da lei per ringraziarla e per visitare ed esortare i fratelli.

La santità di Lidia presenta come caratteri essenziali la prontezza di adesione all’influsso della grazia del Signore; la docilità agli insegnamenti ricevuti; la coerenza tra fede e vita, e la pratica della carità.

 

A Napoli si dice: “A pazze e a peccerille Dio l’aiuta” (Dio aiuta i pazzi ed i bambini).

 

Riflessione del giorno:

C’è chi si prodiga ad augurarti Buona Fortuna, ma poi ti volta le spalle se la raggiungi veramente.
(Emanuela Breda)

 

Casimiro Todichhio