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Sant’Agilo nacque intorno al 590 in una località chiamata Castrum Honorisiacum in Borgogna. Il padre Agnoaldo era commensale e consigliere del re dell’Austrasia: Childeberto II.

Quando Agilo era ancora un bambino un monaco missionario irlandese di nome Colombano , deciso a fondare un monastero a Luxeuil , si recò da Agnoaldo per ottenere consigli circa la scelta del luogo più adatto dove edificare l’abbazia e lo conobbe. Il monaco restò molto colpito dal fanciullo e predisse che sarebbe diventato “gloriosus in Christi militia”. All’età di circa dodici anni Agilo entrò nel monastero di Luxeuil e una volta raggiunta la maggiore età fu ordinato sacerdote.

Quando Agnoaldo morì il monastero perse uno dei suoi maggiori mecenati e la regina Bunechilde, vedova di Re Sigeberto, iniziò a perseguitare Colombano perché vietava l’ingresso nel suo monastero alle donne e lo fece cacciare. Eustachio succedette a Colombano e anche lui tenne testa alla regina Brunechilde tanto che questa fece pubblicare un editto nel quale veniva espressamente vietato agli abitanti del monastero di allontanarsi dallo stesso.

Nel 610 Eustachio inviò Agilo dalla regina per tentare una riconciliazione. Non appena uscito dal monastero il santo si trovò a dover fronteggiare i soldati che impedivano a chiunque di lasciare quel luogo. Uno di loro cercò di colpirlo con la sua spada e, inspiegabilmente, il braccio cadde a terra inanimato. La regina Brunechilde, informata dell’accaduto, rimase molto colpita e accolse Sant’Agilo a braccia aperte e, in seguito, concesse al monastero terre e arredi sacri.

Nel 617 Sant’Agilo partì insieme a Sant’Eustachio in una missione in mezzo a popoli che erano ancora infedeli, nel 628 gli venne offerto il vescovato di Langres che tuttavia rifiutò. Quando Sant’Audorno, anche lui discepolo di Colombano, fondò un monastero a Rebais, nella diocesi di Meaux, chiese come primo abate proprio Sant’Agilo il quale governò dal 636 secondo le regole di San Benedetto e di San Colombano.

Sant’Agilo morì a Rebais il 30 agosto del 650 e in seguito fu onorato come santo. A questo santo sono attribuiti numerosi miracoli, fra questi: scacciò lo spirito malvagio che si era impossessato di un uomo, restituì la vista a una giovane fanciulla non vedente in un campo devastato dalla tempesta riuscì con la preghiera e brandendo una grossa croce a calmare le forze della natura e a permettere ai contadini di salvare il loro raccolto.

 

A Napoli si dice: “Ommo ‘nzurato, ommo ‘nguajato”.
(Uomo sposato, uomo inguaiato).

 

Riflessione del giorno:

Non aver paura del domani. Perché in fondo, oggi è il giorno che ti faceva paura ieri.
(Bob Marley)

 

Casimiro Todicchio