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Nato nel V secolo da famiglia agiata, Germano si privò dei suoi beni per darli ai poveri. Condusse poi vita ascetica fino al 516, quando venne eletto vescovo di Capua. Amato nella sua diocesi, svolse una missione diplomatica particolarmente delicata.

Su mandato di papa Ormisda si recò a Costantinopoli per cercare di mettere termine allo scisma iniziato dal patriarca Acacio. Nel tentativo di giungere all’unità con quanti si rifiutavano di accettare il concilio di Calcedonia, il patriarca aveva composto una formula di unione respinta da papa Felice Il e dalle chiese d’Occidente. La trattativa cui partecipò Germano andò a buon fine.

L’imperatore Giustino e il patriarca Giovanni sottoscrissero il documento proposto da papa Ormisda e venne superata una divisione che durava ormai da due generazioni. Ritornato nella sua diocesi, il vescovo condusse vita ascetica fino alla morte, avvenuta nel 541.

Per gratitudine i fedeli lo seppellirono nella chiesa di Santo Stefano e lo venerarono come santo.

 

A Napoli si dice: “Quanno ‘o diavulo tuoio jeva a’ scola, ‘o mio era maestro”.
Quando il tuo diavolo andava a scuola il mio era già maestro.

 

Riflessione del giorno:

La scuola è quell’esilio in cui l’adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio.
Maria Montessori

 

 

Casimiro Todicchio