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Santa Crispina è venerata sin dall’antichità come madre e cristiana dal grande coraggio

Sono poche le notizie certe su Santa Crispina, così chiamata probabilmente per i capelli crespi e ricci. Proveniente da una famiglia agiata, era nata a Tagora, in Numidia, la parte nord orientale dell’attuale Algeria, nel terzo secolo dopo Cristo.

Madre di diversi figli, fu oggetto della persecuzione di Diocleziano del 303, l’ultimo episodio delle allora frequenti oppressioni da parte dell’Impero Romano nei confronti dei cristiani, cessate definitivamente con l’editto di Costantino del 313.

A seguito delle ordinanze di persecuzione, fu arrestata e condotta a Theveste, dove le furono rasati i capelli come gesto di umiliazione. Il proconsole Annius Anullinus ne ordinò l’esecuzione, dopo che Crispina si rifiutò di venerare gli idoli pagani, rifiutando così di sacrificare la sua fede cristiana.

Il coraggio e la tenacia dimostrata prima di morire vennero sottolineate in un sermone di Sant’Agostino, anch’egli nato in Numidia, declamato in occasione della morte della martire, occorsa nel 304.

Sebbene sia stata più volte esortata durante l’udienza con il proconsole ad abbandonare la sua fede, così racconta Sant’Agostino, Santa Crispina non si lasciò intimidire dalle violenze, pur consapevole di andare così incontro alla morte per decapitazione.

Nel luogo dove probabilmente sorgeva la sua tomba, si trova ora una grande basilica, la cui costruzione risale al V-VI secolo, sorta nella parte settentrionale della città algerina che ora prende il nome di Tebessa.

 

A Napoli si dice: “A ramma ‘a sceriàmmo e appennìmmo, e sempe cchiù belle parìmmo.
Le stoviglie di rame le puliamo e le appendiamo, così sembrerà tutto più bello.

 

Riflessione del giorno:

Troppe persone spendono denaro che non hanno guadagnato, per comprare cose che non vogliono, per impressionare gente che non gli piace.
(Will Rogers)

 

 

Casimiro Todicchio