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San Raimondo di Peñafort, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori: insigne conoscitore del diritto canonico, scrisse rettamente e fruttuosamente sul sacramento della penitenza

San Raimondo nacque a Peñafort, in Catalogna, nell’anno 1175. Studiò retorica e filosofia a Barcellona, passando poi a Bologna per laurearsi in legge. Conseguita la laurea dottorale, fu eletto professore di diritto canonico.

Il vescovo Berengario, passando per Bologna, lo prese con se, riconducendolo a Barcellona e conferendogli un canonicato di quella cattedrale. Raimondo, sempre umile in mezzo agli onori, conduceva una vita veramente ecclesiastica: sacre funzioni, ritiro, studio; non trattava con nessuno, se non ve lo spingeva la carità.

Il desiderio però di maggior perfezione lo indusse ad abbracciare, nell’anno 1222, l’ordine dei Padri Predicatori, otto mesi dopo la morte del fondatore S. Domenico. Gli fu imposto di comporre una raccolta di casi di coscienza per istruire i confessori e gli studenti di morale. Questa raccolta è detta: Somma di San Raimondo, ed è la prima opera del genere.

Caduto ammalato, approfittò dell’occasione per ritornare al suo primo monastero, ciò che gli fu concesso. Se ne tornò il Santo quale era partito, povero, senza pensioni, senza cariche, in nulla distinguendosi dagli altri religiosi.

Riavutosi dalla malattia, ricominciò con ardore le austerità. Nel 1238 fu eletto Generale del suo ordine, in luogo del beato Giordano, immediato successore di San Domenico. Dopo aver guidato per anni con gran prudenza e pietà il suo ordine, rinunziò al generalato, adducendo la scusa della sua malattia e l’età avanzata (aveva 65 anni).

Papa Celestino IV e i suoi successori, gli affidarono continuamente affari delicati e difficili, e re Giacomo d’Aragona lo elesse suo confessore. San Raimondo, mori nel 1275, in età di 100 anni.

 

A Napoli si dice: “‘A pràteca spràtteca, e ‘a scola ‘nzegna”. 
La pratica rende pratici e la scuola insegna.

 

Riflessione del giorno:

Possiamo vedere e sentire vicina una persona nel mondo dei sogni, e il fatto che al risveglio non ci sia più non significa che non sia stata davvero lì con noi.
(Sergio Bambarén).

 

 

Casimiro Todicchio