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Nel 1140 era abate del monastero ma nel 1146 diede le dimissioni e si unì all’esercito crociato del re Corrado III

Sono assai scarne le notizie sulla vita del santo. Con molta probabilità Ernesto nacque nel 1105 a Steiblingen e nel 1140 entrò a far parte del monastero di Zwiefalten, a Costanza.

Presso questa che era la più grande abbazia benedettina presente in territorio tedesco, vivevano circa 300 monaci e conversi chiamati “fratelli barbuti”. La vita del monastero non era però esente da problemi, derivanti soprattutto dai feudatari.

Difficoltà tanto pressanti da portare alle dimissioni dell’abate Bertoldo, padre della comunità, al quale successe proprio Ernesto, scelto per le sue numerose virtù, non solo spirituali ma anche intellettuali. Anche per lui però le preoccupazioni, le schermaglie, le controversie furono tali che, come fece il suo predecessore, si dimise dopo soli cinque anni, nel 1146.

Nel momento in cui Ernesto abbandonava l’abbazia, ovunque in Europa si diffuse lo spirito delle crociate. Così egli decise di unirsi alla spedizione capeggiata dal re di Germania Corrado III allo scopo di dare sostegno spirituale ai guerrieri.

L’obiettivo di questa spedizione era di unirsi a quella avviata dal re di Francia Luigi VII, per creare un esercito più forte. In realtà entrambe le compagini proseguirono verso la Terra Santa separatamente e più deboli, tanto che l’esercito di cui faceva parte Ernesto fu sopraffatto dai turchi a Dorilea.

Molti furono fatti prigionieri e persero la vita: tra questi ultimi si presume ci fosse Ernesto. Secondo invece la leggenda i musulmani catturarono e condussero Ernesto a La Mecca; in seguito fu torturato e ucciso. Sull’altare dell’Abbazia di Zwiefalten, oggi di Württemberg, è conservata una preziosa e antichissima statua di Sant’Ernesto.

Il culto di Sant’Ernesto di Zwiefalten è molto sentito in Germania di cui è patrono e il giorno in cui viene celebrato, il 7 novembre, coincide con l’inizio delle vacanze autunnali.

 

A Napoli si dice: “ ‘E foderi cumbattene e ‘e sciabule stanne appese.
Agire al posto di chi sarebbe deputato a farlo.

 

Riflessione del giorno:

La bellezza si vede; il fascino si sente.
Roberto Gervaso

 

 

Casimiro Todicchio