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Della vita di Santa Regina (in francese Reine) si hanno pochissime notizie. Nacque e visse ad Alise (Gallia), presso Autun, nel III secolo. Sua madre morì durante il parto, e fu affidata ad una balia cristiana la quale, dopo averla battezzata, fece crescere Regina nella fede e nell’amore.

Figlia di nobile pagano, Olibrio, ben presto si avvicinò alla fede cristiana e contrariamente a quanto avrebbe voluto il padre dedicò la sua vita alla castità e alla preghiera divenendo così un’umile pastorella andando a vivere come eremita.
Olibrio cercava di convincerla a sposare un uomo ricco, ma lei disobbedì al volere di suo padre, che la fece imprigionare e poi decapitare.
All’età di 15 Santa Regina fu decapitata, al momento dell’esecuzione una colomba bianca apparve nel cielo e causò la conversione di molti dei presenti.

Nel secolo XVII, le città di Flavigny (Francia) e Osnabrück (Germania) furono protagoniste di una controversia, perché ognuna affermava di avere le reliquie della martire. Nel 1693 il vescovo di Autun mise fine alla controversia, autorizzando le due città a esporre ognuna le sue reliquie.

Nell’arte Santa Regina è raffigurata con la tradizionale palma del martirio, con l’ascia con la quale fu decapitata e con le catene che la tennero imprigionata.

 

A Napoli si dice: “Panariello va, panariello vene, l’amicizia se mantene”.
(Un paniere va, uno viene, l’amicizia si conserva).

 

Riflessione del giorno:

Le amicizie di un uomo sono una delle migliori misure del suo valore.
(Charles Darwin).

 

 

Casimiro Todicchio