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Oggi le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, la madre del Signore

La celebrazione, che ricalca sul Cristo le prerogative della Madre, viene introdotta dal papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore.

La prima fonte che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo cui Maria nasce a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo viene edificata la Basilica di Sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione viene celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estende poi a Costantinopoli ed è introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana.

Con Maria giunge l’ora del Davide definitivo, della instaurazione piena del regno di Dio. Con la sua nascita inoltre prende forma il grembo offerto dall’umanità a Dio perché si compia l’incarnazione del Verbo nella storia degli uomini.

Maria bambina infine è anche immagine dell’umanità nuova, quella da cui il Figlio suo toglierà il cuore di pietra per donarle un cuore di carne che accolga in docilità i precetti di Dio. Onorando la natività della Madre di Dio si va al vero significato e il fine di questo evento che è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio.

E’ questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la ”nascita al cielo“, come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo. In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell’attuazione del suo eterno disegno d’amore.

 

A Napoli si dice:” Quanno lo malanno vò venire, trase pe le spaccazze de la porta”.
(Quando la malattia vuole venire, entra dagli spiragli della porta).

 

Riflessione del giorno:

“Alcune persone non impazziscono mai. Che vite davvero orribili devono condurre.”
(Charles Bukowski)

 

Casimiro Todicchio