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San Giacomo di Zebedeo, altrimenti detto Giacomo il Maggiore, è stato uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo

Nacque a Betsaida, in Galilea, anche se non si conosce con precisione l’anno. Era il fratello di San Giovanni apostolo ed evangelista; secondo quanto riportano i vangeli sinottici (quelli di Marco, Matteo e Luca) Gesù li reclutò insieme sulle rive del lago Genesaret.

Secondo le voci che si sono tramandate, era una delle persone più fedeli a Gesù assieme a pochi altri. Inoltre era presente con gli apostoli Pietro e Giovanni quando Gesù fu protagonista della celebre trasfigurazione, uno dei suoi tanti miracoli. Assistette anche alla morte di Gesù, accompagnandolo fino alla fine.

Dopo la morte di Cristo divenne la figura di riferimento della comunità cristiana di Gerusalemme. Qualche anno dopo si recò in Spagna per diffondere la parola del Vangelo. Fu negli anni Quaranta del primo secolo che il re Erode Agrippa lo fece arrestare e lo condannò alla decapitazione. San Giacomo morì a Gerusalemme nel 44. I suoi fedeli tuttavia riuscirono a trafugare le sue spoglie e a portare la salma in Galizia.

 

A Napoli si dice: “Chi nasce tunno nun po’ murì quadrato” (Chi nasce tondo non può morire quadrato)

Riflessione del giorno:

Il problema del genere umano è che nasciamo dallo spermatozoo più veloce, non da quello più intelligente.