Il SI della Camera al decreto legge in materia di cybersecurity. Ampliato il potere di controllo del Governo
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È passato all’esame della Camera il decreto legge in materia di cybersecurity. Il testo è stato approvato dalla maggioranza mentre le opposizioni si sono astenute

Ampliato il cosiddetto “Golden Power”, è stato, infatti, attribuito al Viminale, attraverso il Centro di valutazione accreditato per reti e forniture Ict, un potere speciale di controllo sulle aziende che operano in tale settore. Restano, in capo al Mise, i compiti di certificazione e valutazione delle suddette società. La legge di conversione oltre a disciplinare il 5G prevede una specifica disciplina per il mercato azionario. Inoltre, sono contemplate nuove misure sulla Cybersecurity, istituendo il Perimetro nazionale sulla sicurezza cibernetica.

L’Istituzione di un Perimetro nazionale di cybersecurity

In un mondo, nel quale la tecnologia è sempre più pregnante nella vita dei cittadini è necessario assicurare la sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici.

“Questo sarà possibile grazie a norme ad hoc – come l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica nel quale rientreranno amministrazioni pubbliche, enti e operatori privati e le conseguenti misure volte a garantire i necessari standard di sicurezza – e poteri speciali affidati al Presidente del Consiglio, per garantire la sicurezza delle strutture informatiche e tecnologiche di interesse nazionale, tra cui rientrano anche le reti 5G. In questo modo, non solo miglioriamo le nostre difese informatiche, ma consegniamo al Paese strumenti, metodiche e standard condivisi per risolvere i problemi in maniera sempre più rapida e per adattarsi a ogni nuova minaccia futura” ha dichiarato in una nota Emanuele Scagliusi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Trasporti alla Camera e relatore del provvedimento.

Ampliato il potere di controllo dello Stato

Il cosiddetto “Golden Power” attribuisce al Governo poteri speciali nei settori definiti ad alta intensità tecnologica. Nell’ambito di applicazione di questa nuova disciplina ricadranno  tutti quei beni essenziali per la sicurezza delle infrastrutture statali e per l’ordine pubblico; si pensi ad esempio: alle infrastrutture e alle tecnologie legate alla gestione dei dati o anche a quelle finanziarie ed ancora quelle legate al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti. Tutti gli accordi con soggetti esterni all’UE per la gestione dei predetti settori dovranno essere notificati preventivamente al Governo, il quale qualora lo ritenesse necessario potrebbe esercitare il diritto di veto o imporre a tali soggetti specifici obblighi e condizioni affinché siano tutelati gli interessi essenziali nazionali.

Le norme sul 5G

Le disposizioni adottate per il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica troveranno applicazione anche per ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G. in questo caso però gli accordi verranno preventivamente notificati alla Presidenza del Consiglio, organo deputato ad esercitare il potere di veto o l’imposizione di specifici obblighi.

Segnalazioni incidenti

La legge di conversione, infine, prevede una determinata procedura da adottare in caso di incidenti su reti, sistemi informativi e sistemi informatici rientranti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. I soggetti dovranno informare prontamente dell’accaduto il Csirt, Gruppo italiano di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente. Quest’ultimo, a sua volta, sarà tenuto ad inviare al DIS, Dipartimento delle informazioni della sicurezza, tali comunicazioni. Gli standard di sicurezza richiesti per operare nei settori altamente tecnologici devono essere altissimi, la legge di conversione si riporta a quelli definiti a livello internazionale e dell’Unione europea.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.