adv

Bufale e notizie false hanno alimentato il regime nazista. La macchina del consenso creata da Hitler ha portato alla seconda guerra mondiale e all’Olocausto. Il più grande sterminio di massa è stato il prodotto di una delle più celebri fake news della storia: i Protocolli dei Savi di Sion

Oggi, 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria in ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto. Milioni di vite spezzate nei campi di concentramento nazisti tra il 1939 e 1945. Questa ricorrenza fu istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005. La data del 27 gennaio è stata scelta proprio perché in quel giorno del 1945 l’Armata russa liberò il campo di concentramento di Auschwitz.

La pagina più nera della storia dell’umanità è stata il frutto della scellerata propaganda nazista

L’antisemitismo in Europa ha origini antiche. Inizialmente, l’odio verso il popolo ebraico aveva quale unico fondamento la religione, i cattolicissimi europei incolpavano gli ebrei per la morte di Cristo. Successivamente, con la secolarizzazione della società, l’antisemitismo acquisì una connotazione politica, gli esponenti dei partiti nazionalistici ritenevano il popolo ebraico al centro di una cospirazione giudeo-bolscevica pronta a minacciare i valori della società tradizionale.

L’antisemitismo raggiunse il culmine nei primi anni del Novecento, con la divulgazione dei Protocolli dei Savi di Sion o degli Anziani di Sion. I protocolli sono un falso documentale, creato dalla polizia segreta zarista per diffondere nell’Impero russo l’odio verso la popolazione di fede ebraica. Nelle sue pagine viene narrata una fantomatica cospirazione ordita da ebrei e massoni con l’unico scopo di impadronirsi del mondo. Il Times appurò l’inattendibilità dello scritto già nel 1921, malauguratamente, però a nulla valsero gli sforzi per dimostrarne la falsità. Il disagio sociale che permeava la Germania, negli successivi alla Grande Guerra, fu incanalato da Hitler per fomentare l’odio verso i giudei e altre minoranze etniche come sinti e rom.  I Protocolli dei Savi Sion furono utilizzati come fondamento politico della propaganda hitleriana. Purtroppo, ancora oggi, le teorie complottiste contenute in questo libro costituiscono la base ideologica di movimenti fondamentalisti islamici e dei partiti di estrema destra.

La seconda Guerra mondiale è frutto di una menzogna

Quella dei Protocolli di Sion non fu l’unica fake news inventata dalla propaganda nazista, ed invero, anche l’inizio del secondo conflitto mondiale fu decretato da bugia costruita a tavolino. Nei mesi precedenti al conflitto la macchina propagandistica hitleriana iniziò a diffondere delle fake news su presunte “atrocità” commesse dal popolo polacco. La notizia di un attacco ad una stazione radio tedesca a Gliwice fu utilizzata come pretesto per la conquista della Polonia. La notizia venne ripresa da tutti i mezzi di informazione inasprendo gli animi dei tedeschi che finirono per appoggiare la decisione di Hitler di invadere la Polonia. Purtroppo, però, la notizia era falsa l’attacco fu opera delle SS, i soldati tedeschi con indosso le divise polacche commisero la prima di una lunga sequenza di stragi. Nonostante i numerosi e continui crimini perpetrati da Adolf Hitler, il consenso dell’opinione pubblica tedesca non venne mai a mancare,questo grazie all’opera di propaganda messo in atto dai vertici del regime. Come affermò Hermann Goering, durante il processo di Norimberga: “Le persone possono sempre essere portate agli ordini dei leader. Tutto quello che devi fare è dire loro che sono stati attaccati, denunciando i pacifisti per la mancanza di patriottismo e perché espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i Paesi”.

Avatar
Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.