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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente confermato alla 72ª World Health Assembly che la dipendenza da videogames è una malattia

 

A quanto pare la malattia dei videgames esiste, ma più che un morbo essa va associata al ceppo delle dipendenze, esattamente come una droga.

A dare l’annuncio è stata proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità durante la 72ª edizione del World Health Assembly.

I 194 membri dell’ OMS hanno riconosciuto l’esistenza di una dipendenza dai videogiochi come una vera e propria malattia. Il nome scientifico per tale disturbo è Gaming Disorder, già incluso nel l’undicesima revisione del ICD-11, ovvero l’International statistical Classification of Diseases and related Health Problems, dello scorso giugno.

OMS: Gaming Disorder

Inizialmente fu descritto come uno spettro di comportamenti alterati dall’utilizzo eccessivo dei videogames, in cui si dà una priorità al gaming rispetto ad altre attività quotidiane.

L’International Classification of Disease è un sistema che serve a catalogare le varie malattie disturbi mentali, in particolar modo il Gaming Disorder fa parte dei “Disturbi mentali, comportamentali e dello sviluppo neurologico” legati ad un comportamento tipico del gaming che persiste ed è ricorrente sia nella modalità online che offline.

Questo disturbo ha una manifestazione negativa sul comportamento tale da poter diagnosticare una vera e propria dipendenza dei videogiochi.

gaming disorder

I pazienti affetti da Gaming Disorder danno molta priorità al mondo videoludico, separando nettamente la loro vita reale da quella virtuale che prende il sopravvento in tutti i sensi.

Il disturbo viene diagnosticato nel momento in cui il comportamento prende il sopravvento nella vita personale, sociale, lavorativa, educativa e familiare del paziente almeno per un tempo prolungato di 12 mesi.

OMS: le critiche sulla scelta

Tuttavia, non tutti sono d’accordo con l’inserimento del Gaming Disorder nel ICD-11 come proposto dall’OMS, infatti alcuni rappresentanti del settore videoludico quali ESA, ISFE e UKIE, hanno chiesto di riconsiderare tale decisione dato che potrebbe avere un impatto negativo mediatico che causerebbe danni economici e creativi.

Alcuni rappresentanti dell’ Igiene Mentale e professionisti del campo hanno criticato la scelta dell’OMS dichiarandola “una decisione affrettata” e “una diagnosi spazzatura”, addirittura insinuando che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia ricevuto pressioni dagli Stati membri asiatici.

OMS and Gaming Disorder

Molto assenso lo si è ricevuto dalla Cina e dalla Corea del Sud che hanno combattuto la dipendenza dal gioco a livello politico.

Nonostante L’opposizione l’OMS ha comunque deciso di approvare la versione del ICD-11 aggiornata, che entrerà ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2022 in cui sarà ufficialmente riconosciuta la dipendenza dei videogiochi come malattia diagnosticabile secondo il rispetto di alcuni criteri.

OMS: le ragioni della scelta

La decisione dell’OMS non è stata presa per creare danno all’ industria videoludica, bensì perché sono tante le evidenze disponibili e di conseguenza si è ricevuto il consenso degli esperti in diversi campi della medicina per diagnosticare tale tipo di disturbo.

L’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è di prestare maggiore attenzione rispetto a tale condizione, spingendo i medici e chiunque si interessi dello studio del comportamento a prendere misure preventive e terapeutiche adeguate.

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Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.