ONCOLOGIA la fotonica promette di migliorare la chemioterapia
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Da Barcellona la rivoluzione italiana della terapia oncologica

Grazie alla tecnologia si potrebbe arrivare ad una chemioterapia che non danneggia le cellule sane limitrofe al tumore. Attualmente si sta studiando per generare farmaci chemioterapici attivati dalla luce. Su questo progetto, stanno lavorando i ricercatori dell’Institute for Bioengineering of Catalonia di Barcellona. Tra i ricercatori vi è anche Carlo Matera, italiano emigrato a Barcellona per sviluppare le sue ricerche . Egli ha affermato: “Gli scienziati italiani all’estero godono di grande stima. Peccato che l’Italia investa ancora poco nella ricerca scientifica”.

Ricerca italiana sviluppata in Spagna

Matera, durante il suo Dottorato di ricerca in Italia, si era occupato di molecole attive presenti nel sistema nervoso centrale e per poter proseguire il suo progetto ha cercato nuove opportunità in Spagna. In poco tempo é riuscito ad ottenere una posizione in un laboratorio di ricerca in un’industria farmaceutica.

La luce che distrugge il cancro

“Qui a Barcellona, con la guida del prof. Pau Gorostiza, progettiamo potenziali nuovi farmaci fotomodulabili, ovvero in grado di cambiare struttura, e di conseguenza attività, in funzione della lunghezza d’onda della luce con la quale vengono illuminati – spiega Carlo Matera-. L’idea è che un domani, farmaci di questo tipo possano essere assunti dal paziente in forma inattiva e solo successivamente attivati in maniera controllata. L’effetto verrebbe esplicato esclusivamente a livello dei tessuti “malati” attraverso un fascio di luce, ovvero con un mezzo non invasivo per il nostro organismo”.

Strumenti a nanoscala per studiare gli effetti della luce

Le ricerche sono state portate avanti sviluppando strumentazione all’avanguardia a livello di nanoscala. Sono stati infatti realizzate sonde di prossimità, per microscopia e spettroscopia elettrochimica ad effetto tunnel, adatte a studiare il trasferimento di elettroni delle proteine in stato redox. Ulteriori nano attuatori, come l’azobenzene,  sono stati sviluppati per essere attivati dalla luce dopo essere stati “appiccicati” a biomolecole al fine di controllare otticamente la loro attività.

Magic Bullet e riduzione drastica degli effetti collaterali

Teoricamente, nelle zone non illuminate, il farmaco dovrebbe inattivarsi spontaneamente grazie al rilassamento termico. Quando la molecola non è illuminata, si raffredda ed il calore assorbito durante l’illuminazione viene disperso. Tale fenomeno, in altre parole, potrebbe ridurre o addirittura eliminare l’azione dannosa dei chemioterapici sulle cellule sane intorno ai tumori e quindi gli effetti collaterali della chemioterapia.

Il risultato sarebbe una sorta di magic bullet, cioè una terapia mirata contro le cellule maligne con terapie meno aggressive contro l’organismo in sé. Tale tecnica assicura un notevole miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti durante la terapia.

Applicazioni

Oltre alle terapie chemioterapiche, tale tecnologia potrebbe essere utilizzata per i trattamenti per il recupero parziale della vista oppure per alcuni disturbi cardiaci.

Team europeo con tanta Italia dentro

Il team di ricerca spagnola é composto da 10 ricercatori di cui la metà provenienti dal nostro paese. Questo mostra ancora di più l’importanza e la preparazione che hanno i ricercatori italiani all’estero. “Peccato che in Italia i governi investano ancora poco nella ricerca accademica, spesso sostenuta principalmente da enti e fondazioni privati” continua Carlo Matera, con la speranza che un giorno questo cambi.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.