Ora legale quando
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L’ora legale prenderà il posto dell’ora solare a fine mese, ma poi dovremo scegliere quale preferiamo. Quando sarà abolito il cambio d’ora?

L’ora legale è salva anche quest’anno, nonostante polemiche e tentennamenti in sede europea. L’avvicendamento con l’ora solare avverrà regolarmente nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Dunque, alle due di notte, bisognerà spostare le lancette dell’orologio in avanti di 60 minuti. Ci siamo già occupati dell’ora legale ed abbiamo tracciato una breve storia del suo arrivo in Italia e dei motivi per cui è stata adottata: qui potete leggere l’articolo completo.

Abbiamo anche accennato alla questione dell’abolizione del cambio di ora, giunta sul tavolo del Parlamento europeo su iniziativa dei paesi nordici dell’Unione. Il Parlamento si è espresso sulla materia pochi giorni fa, aprendo la strada ad una vera e propria rivoluzione.

Ora legale: la decisione del Parlamento europeo

La Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento, riunitasi sulla questione, non è in realtà riuscita a trovare un’unanimità di vedute sulla spinosa questione del cambio di ora. In particolare non ha preso una determinazione precisa su quale sia l’ora da abolire.

Alla base della diversità di vedute il fatto che l’ora legale viene preferita decisamente dai Paesi del Mediterraneo, Italia in primis. Gli Stati nordici dell’Unione, in particolare quelli scandinavi, sono invece nettamente schierati a favore dell’ora solare e chiedono l’abolizione di quella legale. Le motivazioni sono facilmente spiegabili: i paesi del Nord Europa, in virtù dell’elevata latitudine, godono di giornate particolarmente lunghe in estate anche senza l’ora legale. Scendendo più a sud, viceversa, l’adozione dell’ora legale contribuisce decisamente a dare la percezione di giornate con maggiori ore di luce. Anche volendo considerare la questione sul piano del risparmio energetico o su quello turistico, l’adozione dell’ora legale è utile soprattutto ai paesi che affacciano sul Mediterraneo.

Ora legale o ora solare Presto dovremo scegliere quale preferiamo

Di fronte all’evidente impossibilità di giungere ad una decisione unanime, si è pertanto preferito percorrere un’altra strada. La determinazione finale in materia è stata rinviata al 2021, ma con un’importante precisazione. Entro quella data, ogni Stato dell’Unione dovrà aver effettuato la propria scelta sull’orario da mantenere attivo per tutto l’anno. Una volta che la questione sarà stata affrontata definitivamente dal Parlamento europeo, non sarà più possibile tornare indietro.

Ora legale o ora solare?

La palla passa adesso ai singoli Stati dell’Unione Europea, ognuno dei quali dovrà decidere per sé. La Francia ha già promosso una consultazione popolare ad inizio marzo, chiedendo ai cittadini di esprimere la propria preferenza tra ora solare ed ora legale. La scelta è ricaduta sull’ora legale, preferita dal 59,17% dei francesi. Consultazioni saranno promosse anche negli altri Stati comunitari nei prossimi mesi, Italia compresa. Ultimi sondaggi alla mano, sembra che la scelta dei cittadini italiani possa essere la stessa già effettuata dai francesi.

Nel 2021 ci sarà la ratifica definitiva del nuovo assetto orario europeo, a patto che le decisioni dei singoli Stati siano coerenti tra di loro. Il rischio è, difatti, che venga a crearsi un mosaico di fusi orari diversi tra Stati confinanti, tali da recare pregiudizio al mercato unico. In questo caso il Parlamento dovrebbe rimettere mano alla questione ed elaborare una nuova proposta di modifica dell’orario.