Stampante 3D
adv

Ci vorranno all’incirca 15-20 anni per la realizzazione di organi artificiali attraverso la stampa 3D, ma le ricerche e gli studi sono già iniziati 

La stampa tridimensionale, ovvero 3D, sta raggiungendo degli ottimi risultati, arrivando a realizzare prodotti a dir poco eccezionali, che fino a pochi anni fa non ci saremmo neanche sognati. La grande novità, però, risiede nella constatazione dei maggiori esperti, secondo i quali, nei prossimi 15, massimo 20 anni, sarà possibile addirittura costruire, attraverso questa metodologia, organi indipendenti e funzionanti. 

La stampa 3D in medicina

Da quando è nata, la stampa tridimensionale è stata utilizzata in diversi campi, tra cui anche quello sanitario. Sono stati, infatti, messi a punto diversi dispositivi medici e protesi personalizzate utilizzate in interventi ad alta precisione, oltre che numerosi modelli anatomici. 

Le strutture tridimensionali appunto, sono realizzabili grazie all’elaborazione di informazioni digitali, le quali consentono di personalizzare i prodotti. 

Grazie alla stampante 3D, è possibile realizzare dei dispositivi appropriatamente costruiti per quel paziente, quindi in via del tutto personalizzata. Ciò significa che ogni prodotto è applicabile esclusivamente a quell’individuo e non a target generalizzanti, come invece avveniva in passato. È bene sottolineare che la personalizzazione dei prodotti non implica soltanto la minuziosa raccolta  delle misure su quello specifico paziente, ma anche gli aspetti di biocompatibilità sono analizzati ad hoc. Quest’operazione è possibile grazie all’ingegneria tessutale, che permette la creazione di prodotti con lo stesso patrimonio genetico dell’individuo per il quale vengono costruiti. 

Come funziona la stampa 3D?

Sebbene possa sembrare impossibile, processi di questo tipo sono assolutamente realizzabili. Ma vediamo, di fatto, come funziona. 

Attraverso le stampanti 3D è possibile realizzare in forma tridimensionale qualsiasi elemento catturato all’interno di una risonanza magnetica. Ma come? Il processo è il seguente: le informazioni digitali vengono convertite, attraverso il linguaggio STL (linguaggio di tasselazione della superfici), in input che degli appositi strumenti trasformano in movimenti a tre assi, depositando materiale in maniera puntiforme. Il prodotto viene, di norma, dapprima generato in formato 2D e poi, successivamente, in modalità 3D.

I pazienti e la stampa 3D

Ad oggi, l’aspetto personalizzato nell’abito medico è un fattore, di fatto, acquisito. Infatti, in base al rapporto tra il genoma, la parte epigenomica e le caratteristiche dei mediatori, si è ormai riusciti a comprendere che cosa può essere assolutamente utile per un paziente e cosa, invece, lo è per un altro. 

La stampa 3D, infatti, sta già rendendo possibile la realizzazione di protesi personalizzate. Il processo è molto semplice: un professionista raccoglie un’immagine tridimensionale con uno scanner e la ricostruisce con un apposito materiale. Un esempio molto banale può essere quello del dentista, che raccoglie le informazioni del paziente con un apposito strumento e le invia ad una stampante 3D, la quale realizzerà la protesi personalizzata. I tempi necessari sono davvero brevissimi, ma soprattutto, il professionista gode di livelli di autonomia incredibili.  

È chiaro, dunque, che con queste nuove tecnologie, il rapporto tra il paziente ed il medico in particolare, ma con il Sistema Sanitario Nazionale in generale, si modificheranno e si rafforzeranno notevolmente. Quindi, le stampanti 3D rivoluzioneranno ancora di più il rapporto medico-paziente, che diventerà sempre più esclusivo e personalizzato. 

Le nuove professioni

È chiaro che, per saper utilizzare appositamente la stampa 3D è necessario possedere delle conoscenze, tecniche e metodologie appropriate, di cui attualmente solo pochissimi sono in possesso. Dunque, il mondo della medicina andrà incontro a processi di formazione completamente rivoluzionari, che coinvolgeranno non solo i medici, ma tutto il personale sanitario. 

Per l’appunto non si utilizzeranno più gli stessi prodotti per tutti i pazienti, ma piuttosto ogni singolo paziente avrà a disposizione un prodotto realizzato su misura per lui. 

E di certo, questo processo porterà alla nascita di professioni innovative e nuove. 

Come si realizzeranno gli organi con le stampanti tridimensionali?

La realizzazione di organi attraverso la stampa 3D sarà realizzata grazie al bioprinting. Il processo risulta essere molto simile a quello già impiegato per le protesi, ma in questo caso si parte da immagini CAD, che saranno poi ricostruite da stampanti 3D. Alla base di questo processo ci sono i contributi fondamentali dell’ingegneria tessutale, che si occupa di ricostruire componenti naturali, attraverso la riprogrammazione del loro funzionamento. 

Il bioprinting si basa su: il biopaper, che è il materiale in cui vengono depositate le infusioni delle cellule; questo processo è essenziale affinché il corpo umano non rigetti l’organo artificiale. Altra componente fondamentale è il biolink, ovvero il materiale, che proviene direttamente dal paziente, che rende possibile all’organo di funzionare e che viene utilizzato come l’inchiostro delle stampanti normali. Infine, fondamentale, è il bioprinter, ovvero la stampante che rende possibile la realizzazione di tali organi. E poi? Una volta costruito l’organo, questo deve maturare all’interno di appositi bioreattori, per poi essere successivamente impiantato sul paziente.

A che punto è l’Italia in questo processo?

Gli studi sulla realizzazioni di organi attraverso le stampe 3D sono diffusi attualmente in tutto il mondo. In Italia se ne stanno già occupando la Banca dell’Osso di Bologna e la Banca dell’Occhio Veneta per cui, negli anni a venire, si dovrà facilitare il lavoro di queste, come di altre, eccellenze italiane. Oltre che per portare sul mercato i prodotti, investire in questo campo è fondamentale anche per rinnovare completamente il Sistema Sanitario Nazionale ed il rapporto medico-paziente. 

Gli esperti ritengono che ci vorranno circa 10-20 anni, in base all’organo, per arrivare a vedere i primi risultati. Certo, i benefici che si potranno riscontrare saranno davvero innumerevoli e cambieranno notevolmente il mondo della medicina.