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Lo sviluppo del settore sanitario è indissolubilmente connesso alla costruzione di sistemi di rete, i quali diventano, sempre più frequentemente, bersaglio di attacchi di hackeraggio da parte di cyber-criminali

Il nuovo sistema di reti della sanità

Con l’innovazione digitale e tecnologica anche il sistema di reti della sanità ha subito una profonda trasformazione.

La sanità non è più organizzata esclusivamente, infatti, su una struttura in cui ogni organismo è isolato dagli altri, ma adesso è realizzata per mettere in stretta comunicazione tutte le sue componenti. L’obiettivo alla base di questo tipo di operazione è incentrato sul tentativo di cercare di avvicinarsi sempre di più ai nuovi consumatori, arricchendo, potenziando ed incrementando l’interazione degli utenti con le strutture.

L’altra faccia della medaglia dei nuovi sistemi informatici

Purtroppo, però, questa nuova struttura di reti nelle organizzazioni sanitarie ha portato con sé anche il rischio e l’effettivo verificarsi di veri e propri attacchi informatici. I cyber-criminali, per l’appunto, stanno sfruttando le nuove modalità di connessione tra i diversi utenti, per poter in questo modo beneficiare dell’ampiezza ed anche delle potenzialità delle innumerevoli vie di accesso ai sistemi, per poterli attaccare.

 

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L’introduzione dei sistemi cloud negli ospedali

Negli ospedali di tutto il mondo sono sempre più diffuse le funzioni cloud per analizzare, elaborare e confrontare le informazioni ed i dati sui pazienti. Già solo nello scorso anno all’incirca 7 milioni di pazienti hanno utilizzato un dispositivo medico connesso che consentisse un monitoraggio da remoto. Che questa strada sia una miniera d’oro è, dunque, una costatazione assolutamente intuitiva ed ampiamente evidente. Secondo le prime stime, infatti, si ritiene che entro il 2020 le spese destinate ai servizi sanitari nella costruzione di collegamenti cloud saranno all’incirca pari a 9,5 miliardi di dollari.

 

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Le frequenti violazioni ai sistemi sanitari

Recenti studi hanno dimostrato che su tutte le violazioni informatiche commesse negli ultimi tempi, più del 25% ha riguardato il settore sanitario, comportando così una perdita di circa 5,6 miliardi di dollari a causa della cyber-criminalità.

Secondo gli esperti l’ambito sanitario è soggetto a così numerosi tentativi di violazione perché è relativamente facile introdursi, grazie ai diversi dispositivi che vi accedono ed agli ambienti multi-cloud, che rendono più agevole gli accessi stessi.

Ma nonostante la consapevolezza dei rischi in cui incorrono, le strutture sanitarie continuano lo stesso ad installare e ad utilizzare questo tipo di tecnologie. È, dunque, necessario costruire ed elaborare un sistema di sicurezza molto più valido per tenere al sicuro i dati sensibili. Allo stesso tempo, bisogna tenere conto anche delle sempre più crescenti competenze che stanno acquisendo i cyber-criminali negli ultimi tempi, grazie soprattutto ai sistemi di automazione e di intelligenza artificiale.

La necessità di misure di sicurezza più adeguate per la sanità

Sempre più spesso i criminali informatici attaccano le strutture sanitarie attraverso appositi malware, che consentono di superare tutti i sistemi ed i livelli di sicurezza; addirittura i malware polimorfici hanno la possibilità di generare anche più di cento varianti di un’unica stessa minaccia nel giro di un lasso di tempo estremamente limitato.

Si stanno, inoltre, sviluppando dei malware volti ad attaccare direttamente i punti di connessione di diversi sistemi di rete e si tende, per questo motivo, a pensare che a breve gli attacchi saranno direttamente rivolti verso le società che forniscono sistemi di cloud, piuttosto che alle singole strutture.

Proprio sulla base di quanto detto fin ora, è assolutamente necessario che i sistemi di sicurezza di tutti gli ambiti, compreso quello sanitario, si adeguino in maniera appropriata a fronteggiare eventuali hackeraggi.

Uno strumento appropriato potrebbe, dunque, essere una tipologia di architettura di sicurezza di stampo integrato, che coinvolga tutta la rete, garantendo una forma di protezione automatizzata; alcuni esempi che potrebbero essere utilizzati dalle strutture sanitarie sono allora le funzioni di Multi-cloud, IoT o SD-WAN. Questi strumenti sarebbero particolarmente indicati in quanto riescono a funzionare a velocità appropriata senza compromettere in alcuno modo la sicurezza.

I nuovi strumenti di sicurezza devono essere basati sull’intelligenza artificiale

Allo stesso modo con cui i cyber-criminali utilizzano l’intelligenza artificiale e le nuove forme di automazione per organizzare e sferrare i propri attacchi, le strutture sanitarie dovrebbero strutturare la loro difesa proprio su queste stesse risorse.

Infatti, al momento botnet e malware, così come altri strumenti, sono ampiamente diffusi e, contemporaneamente, l’attuale stato di sicurezza delle strutture sanitarie non è in grado di proteggere i sistemi da attacchi di cyber security.

E poiché, ormai, l’innovazione sanitaria passa ineluttabilmente anche attraverso la connessione ad una rete, diventa indispensabile strutturare programmi di protezione ampiamente sofisticati ed elevati, che garantiscano i migliori livelli di sicurezza.