Orgoglio italiano, il calcolatore ENEA di Portici tra i top 500 mondo
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Il calcolatore del centro ENEA di Portici il nuovo Supercomputer

Il calcolatore in dotazione al centro ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) di Portici entra a pieno titolo nella speciale classifica mondale dei super computer. Il risultato è stato certificato alla SuperComputing del 2018. La consueta conferenza internazionale ha di fatto inserito nella top500 il super calcolatore italiano CRESCO6.

Il supercervellone

Con una potenza di calcolo pari 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo, CRSCO6 fornisce un apporto fondamentale in alcuni ambiti tecnico scientifici di primo rilievo: inquinamento dell’aria, previsioni sul cambiamento climatico globale ma anche studio di nuovi materiali, chimica computazionale e applicazioni nel comparto aerospaziale.

L’attuale potenza di calcolo di CRESCO6 è stata raggiunta dopo alcune modifiche che hanno portato al raddoppio della prestazioni. Un upgrade raggiunto grazie alla vittoria nella gara internazionale svoltasi nel 2018 ed aggiudicata dal centro ENEA in compartecipazione con CINECA.

Il centro ENEA di Portici

Situato nel golfo di Napoli, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di Portici, si estende su una superficie di 27.000 m2 ed ospita circa 150 dipendenti. Svolge attività di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico avvalendosi di competenze ad ampio spettro e di avanzate infrastrutture impiantistiche e strumentali dislocate presso nove Centri di Ricerca e cinque Laboratori di Ricerca.

Una tale configurazione all’avanguardia lo pone come riferimento per il comparto imprenditoriale del Paese, che guarda con rinnovato interesse ai programmi dell’Agenzia.

Il progetto: EUROPEAN HPC EXASCALE EFFORT

Orgoglio italiano ma anche europeo. Secondo il responsabile della divisione ENEA per lo Sviluppo di sistemi per l’informatica e l’ICT Silvio Migliori, grazie a questi importanti risultati tecnologici, l’Italia è sempre più accreditata ad ospitare uno dei tre apparecchi tecnologici più potenti al mondo che daranno vita al sistema “pre-exascale” programmato per il biennio 2021-22, con un programma di investimenti pari a 700 milioni di euro. Si tratta di un fondamentale progetto per garantire la leadership europea nella tecnologia HPC nella fornitura di applicazioni e infrastrutture. Per realizzare l’ambizioso programma la Commissione europea ha appositamente creato la struttura European HPC Joint Undertaking (EuroHPC JU), nata a Roma nel 2017 e di cui l’Italia è tra i fondatori. Obiettivo dichiarato del progetto è aumentare la quota di mercato dei fornitori di tecnologia europea, che attualmente forniscono soltanto circa il 5% delle risorse HPC in tutto il mondo, ma che ne consuma un terzo.

A lavorare sul progetto saranno inizialmente sette paesi: Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna, ma altri stati sono invitati a unirsi. I supercomputer saranno dislocati e accessibili a chiunque all’interno dell’Unione, a vantaggio della comunità scientifica, dell’industria e del settore pubblico.

Competitor a livello globale

Senza dubbio un comparto fondamentale, quello dello sviluppo di nuove tecnologie dove già altre potenze mondiali hanno deciso di dirottare ingenti risorse. Tra i paesi produttori più competitivi spiccano Cina e Giappone, con il dichiarato intento di usare meno componentistica di fattura statunitense.

Tornando alle questioni legate al nostro, il risultato del centro ENEA rappresenta un importante lustro per il nostro paese e costituisce il punto di riferimento per tutto l’ecosistema nazionale di calcolo ad elevate prestazioni HPC. CRESCO6 si conferma il supercomputer più potente del Mezzogiorno!

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.