Coronavirus- il nuovo dpcm firmato da Conte
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Tutto è ancora da approfondire ed analizzare in questo nuovo decreto

Ultimo decreto, unico decreto scritto,  pubblicato ancora da approfondire ed in attesa delle norme attuative.

E’ solo un accenno che, evidentemente, deve essere approfondito.

Sospensione del fitto dei locali commerciali? Non è proprio così; riguarda soltanto i locali commerciali di categoria C1, in realtà il canone deve essere  pagato; per il solo mese di marzo è stato previsto un credito d’ imposta del 60% del canone stesso.

Pertanto, quando sentiamo parlare di salvaguardia di liquidità aziendale, in realtà la tutela non è ben chiara. Perché?  Perché il presupposto, per godere del credito d’ imposta, è il pagamento del canone di locazione.

Quindi prima pago il fitto, in parole povere, e poi posso godere del 60% del credito d’ imposta che viene erogato quando utilizzerò le imposte da pagare; negli ultimi mesi non ci sono imposte da pagare, per cui è inutile discuterne adesso. Sarà recuperato appena si ha la possibilità di goderne.

 Tutti colore che hanno locali commerciali in locazione, mi dispiace dire l’ amara verità,  sono tenuti a pagare il canone.

La sospensione dei mutui

Per quanto afferisce alla sospensione dei mutui e l’anticipazione della cassa integrazione  in deroga, il decreto “Cura Italia”, del 17 marzo,  ha ampliato il beneficio della sospensione delle rate dei mutui; il fondo di sospensione, già attivo dal 2007- quindi per tale motivo intendo ampliato – chi ne può usufruire?

Il mutuo deve essere relativo all’abitazione principale, quindi escluse seconde abitazioni, e non deve essere superiore ai 250.000 euro, con  un piano di ammortamento iniziato da almeno un anno, “quindi da almeno di dodici mesi”. Sono escluse anche le abitazioni di prima casa intendo di categoria “A1 ,A8,A9“. Tecnicamente definite abitazioni di lusso.

 Chi ne può usufruire? Dipendenti, ed è stata estesa con nuovo decreto anche a lavoratori autonomi, i dipendenti con il vecchio decreto potevano usufruire del fondo Consap, solo se avevano perso il posto di lavoro o per altri motivi; oggi è stata estesa la misura anche per le persone sospensione dal lavoro, come chi è stato collocato in cassa integrazione in deroga, o con diminuzione di ore lavorative superiore ad una percentuale del 20%.

Per quanto riguarda la durata di sospensione mutuo,  può variare da un minimo di sei mesi ad un massimo di 18 mesi, in funzione della cassa integrazione o diminuzione delle ore di lavoro. Cosa vuol dire? Che un dipendente in cassa integrazione per 30 giorni, può richiedere la cassa integrazione per 6 mesi di sospensione della rata del mutuo, fino ad arrivare ad una rata di sospensione mutuo di 18 mesi.

Quando? Quando si superato i 303 giorni di sospensione lavoro o diminuzione dalle ore di lavoro; invece per quanto riguarda gli autonomi che la novità è anche dei professionisti, qualora ci fosse, dal 21 febbraio una riduzione  del 33 % dell’ ultimo fatturato del trimestre, rispetto all’ultimo trimestre 2019.  E’ possibile fare richiesta di sospensione del mutuo, ovviamente questo non vuol dire che la rata del mutuo non viene pagata più, ma  viene congelata e  portata alla fine del piano di ammortamento.

Ciò significa che se il piano di ammortamento è per dieci anni è si richiedono i 6 mesi di sospensione mutuo, durerà 10 anni e sei mesi;  questo diciamo è il primo beneficio. Il secondo beneficio, invece, riguarda la parte interessi, relative alle rate mutuo sospese, il 50% viene preso in carico al fondo Consap, quindi a carico del governo, l’altro 50 % spalmato sul piano di ammortamento residuo. Attenzione parliamo degli ” interessi mutuo”.

I disoccupati possono anche loro sospendere le rate, ma devono dimostrare lo stato di  disoccupazione, ma  tale fondo, preciso anche “per i disoccupati”, esisteva già dal 2007 , quindi non è solo per quelli che usufruiscono di cassa integrazione.

Le piccole e medie imprese

Per le piccole medie imprese cosa garantiscono lo Stato per i prestiti presso le nostre banche?

Garantiscono  piccoli prestiti,  di un decreto che dovremmo studiarci bene .Garanzia da parte dello Stato per coloro che richiedono certi importi al 90% per altri piccoli importi al 100%. Però proviamo a capire meglio. Io avrei, sicuramente, optato per una eventuale possibilità di un fondo perduto, del quale non si è proprio parlato, almeno per le medie e piccole imprese. Quindi saranno costrette ad avere prestiti ed indebitarsi ancora di più pagando la rata del prestito.

Ma cosa c è da sapere? Non possono  tutti avere la possibilità di chiedere “un ulteriore importo” , parlo per le piccole imprese intendendo  un importo di euro 25000 ; per quello che ho cognizione, adesso, nell’ attesa del decreto, è che fino al 25% del fatturato 2019, quindi si intende fatturato 2019 che attualmente non esiste , noi abbiamo fatture emesse per le categorie ” piccoli imprenditori ecc.”, ma il fatturato da dichiarazione ancora non c’è, quindi si fa riferimento all’ultima dichiarazione, la dichiarazione ancora non c’è! Ritornando sul discorso dei 25 mila euro, cioè specifico fino ad un massimo di 25 mila euro, con garanzia stato al 100%,  che i piccoli imprenditori possono chiedere, facendo richiesta presso le proprie banche, ma verrà erogato fino al 25% del fatturato 2019.

Esempio: se  ho fatturato cento mila euro, allora posso richiedere 25000 mila euro alla banca, se  invece ho fatturato 50000  posso richiedere solo la metà: 12.500 euro. Adesso leggiamoci bene il decreto è spiegheremo bene i dettagli. Spero di essere stata esauriente per tutti Voi e  Vi auguro buon proseguimento di un periodo così difficile.

Auspico  agevolazioni future di finanziamento a fondo perduto, almeno per le piccole imprese, ma forse le lusinghe – a questo Governo – le lasciamo in sospeso, per adesso. a questo governo. Per quella che è la mia esperienza, cercate  di non indebitarvi ulteriormente, di non adottare  questo sistema;  credo, in parte, non sia molto proficuo e risolutivo.

Maria Carannante [Prossima alla laurea in Giurisprudenza, esperta in tematiche afferenti l’assistenza dei Patronati. Ha acquisito cognizioni specifiche, nel settore, a seguito di impegni connotati da passione e volontà. Nell’espletamento delle proprie mansioni è sempre attenta ad aggiornarsi, con efficacia, tra le molteplici ed intricate problematiche del campo di applicazione]