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Limiti da superare

Il mettersi continuamente alla prova, senza mai mollare, è un aspetto della forza di volontà. Non sempre alberga nell’animo umano; a volte per innata pigrizia, traslata in impudenza con il trascorrere degli anni; altre per un senso di lasciare andare le cose così come sono, senza nessuna idea innovativa, senza alcuno spunto propositivo.

Il famoso, ma assai fastidioso, “tirare a campare” è sempre una tentazione cui è difficile sottrarsi. Il problema odierno è, però, che senza una proposta di seria ricostruzione, anche tale “odioso” sistema non è attuabile.
Siamo al “redde rationem”. Questioni da dipanare, obiettivi da realizzare, risultati da perseguire: tutto ancora da sistemare.

Argomenti seri, ma non utili al consenso

Il ginepraio, nel quale ci troviamo, necessiterebbe di molteplici soluzioni; talune assai urgenti, talaltre non procrastinabili.  Il problema sta tutto nel fatto che affrontare, oggi, misure sinergiche alla sicurezza, piuttosto che allo ius soli, non è conveniente ai fini del consenso. Stesso discorso per lo ius culturae: non è mai il momento giusto.
Eppure, nella ricostruzione dovrebbero essere tenute in considerazione le prerogative per il dopo; badare, in maniera basilare, alle generazioni future.

Lo sviluppo di nuove produttività non significa “assistenza” che, specialmente negli ultimi tempi, viene confusa come un perpetuo sostegno, cui qualcuno dovrà provvedere; la formulazione di piani economici, così come richiesto per poter ottenere sussidi esteri, dovrebbe fondarsi su precise idee propositive, atte all’intera espansione di strutture, infrastrutture e alla ripartenza della stagnante economia.
Insomma i fondi europei devono essere utilizzati per sostenere le riforme.

Se il dito indica la luna

Ci apprestiamo ad andare di fretta, estremamente di fretta; slittano riunioni e slittano tempi, ma i dieci giorni di passerella sono terminati, senza nessun accenno alle nuove generazioni; anzi manco ci stavano. Una classe dirigente preparata deve essere adeguata ad affrontare le problematiche del momento; una volta, anche se ciascuno parlava della propria appartenenza ed alle proprie folle, ma tutti parlavano, nel contempo, di tutto.

Attualmente si dibatte di un argomento per, all’uopo, spostare l’attenzione su altre tematiche che, tutto sommato, neppure hanno un campo di applicazione fruibile.
Si continuano a confezionare obiettivi, ma non si riesce a raggiungerne alcuno degli annunciati.

Intanto il tempo passa e si attendono soluzioni

L’interesse, per il momento, si sposta sulle future tenzoni elettorali; già in atto da sempre, adesso si intensificheranno le propagande. Campania, Puglia, Marche e Toscana sembrano aver, finalmente, dipanato le matasse; Veneto, Liguria e Valle d’Aosta già non erano particolarmente coinvolte. Anche in tale argomento è apparso interessare poco il bene comune, ma prevalere l’interesse di parte.
Non vorrei portare il cervello all’ammasso, pertanto preferisco comprendere a chi appartiene il dito che indica la luna.