PaErco
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Nella mattinata di martedì 15 gennaio, il PaErco (Parco Archeologico di Ercolano) ha presentato alla stampa ed al pubblico il bilancio delle iniziative di tutela e di valorizzazione svolte nel 2018 ed il programma di quelle previste per il 2019. Un occhio di riguardo continuerà ad essere rivolto, anche durante il nuovo anno, al mondo delle nuove tecnologie

Il Direttore del PaErco, Francesco Sirano, nella sua relazione ha ringraziato i lavoratori operanti quotidianamente ed a vario titolo nel sito, così come i partner che hanno sostenuto tutte le iniziative attuate nel 2018: tra questi, in particolare, la Fondazione Packard, diretta dal figlio del co-fondatore del famoso marchio americano di computer e stampanti, HP. Grazie anche al suo contributo (la Fondazione, infatti, è inserita nell’Herculaneum Conservation Project) ed a quello del Comune di Ercolano, è stato possibile, ad esempio, riaprire al pubblico l’Antiquarium, una sorta di piccolo museo in situ nel quale è stata allestita la mostra “SplendOri”, contenente reperti in oro, argento ed altri materiali preziosi scoperti durante gli scavi.

Expanded Interiors e Bottega del Plumbarius

Nel suo intervento Sirano ha posto l’accento anche sul ruolo che le nuove tecnologie hanno nei processi di valorizzazione attuabili in un importante sito come il PaErco. Soffermandosi sulla necessità di un dialogo tra archeologia ed arte contemporanea, il direttore ha ricordato l’esposizione di Catrin Huber, dal titolo Expanded Interiors, nella Casa del Bel Cortile. La mostra, rientrante nell’ambito delle celebrazioni in onore dell’archeologo Amedeo Maiuri, che diresse gli Scavi di Ercolano dal 1927 per oltre un trentennio, raggruppate sotto il nome di MaiuriPopUp, ha inteso coinvolgere i docenti e gli alunni delle scuole del territorio affinché potessero conoscere meglio gli oggetti del quotidiano utilizzati dagli abitanti dell’antica città. Per far questo, si è reso necessario un modello 3D di tutta la casa del Bel Cortile, ottenuto attraverso l’applicazione di una tecnologia scan sulle pareti contenenti le pitture e soprattutto sui singoli reperti. Avendo a disposizione tali rappresentazioni multimediali, gli studenti, guidati dai loro docenti e da esperti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, hanno potuto così procedere a ricostruire materialmente i reperti più significativi dal punto di vista estetico.

Anche in un’altra iniziativa messa in atto nel 2018 per le celebrazioni in onore di Maiuri, il PaErco ha potuto beneficiare lodevolmente del contributo delle nuove tecnologie: si tratta della mostra allestita nella Bottega del Plumbarius, ovvero un fabbro dell’antica Ercolano. Qui, sempre utilizzando una tecnica di laser scanner, sono stati riprodotti in 3D i più importanti reperti qui scoperti dall’insigne archeologo e che alludono più direttamente alla particolare attività svolta dal proprietario di tale officina. Le copie digitalizzate hanno riguardato, in particolare, diversi lingotti di piombo così come candelabri ed immagini di divinità: dal modello informatizzato, poi, si è passati alla successiva elaborazione plastica degli oggetti, attraverso la partecipazione di una fonderia locale, così come di alcuni pannelli, sagomature e cartoline

Il 2019: community di Instagram e Projet Anr Vesuvia

Sulla scia di quanto fatto nel 2018, anche nel 2019 il PaErco continuerà, tra le sue numerose attività, a considerare il gran valore della tecnologia e le enormi potenzialità, in termini di divulgazione e pubblicizzazione, offerte dai social. A tal proposito, il sito aprirà le sue porte nel corso dell’anno alla community di Instagram. Per i suoi membri appassionati di archeologia saranno, infatti, organizzate giornate speciali in cui potranno avere libero accesso, condividendo ovviamente in tempo reale foto e video girati tra gli edifici dell’antica città. Inoltre, verrà completato il Projet Anr Vesuvia, studio sull’urbanistica ercolanese finanziato dall’Agenzia Nazionale di Ricerca Francese che si sta incentrando, al momento, sulla ricostruzione 3D delle strutture murarie e delle decorazioni della casa di Nettuno ed Anfitrite.

 

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.