Parcast e Spotify, dopo l'industria 4.0 arriva la Radio 4.0
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Non solo la solita musica, arrivano i podcast su Spotify grazie alla collaborazione con Parcast

Aria di innovazione in casa Spotify. La più amata delle piattaforme di musica streaming mantiene le promesse fatte e si lancia nel mondo dei podcast.

Spotify si rinnova

Già da tempo casa Spotify aveva dichiarato di voler apportare delle innovazioni alla propria piattaforma. A breve, infatti, arriveranno i podcast!

Dopo l’acquisizione di Gimlet Media ed Anchor, il Ceo di Spotify, Daniel Ek, ha annunciato anche l’inclusione dei prodotti di Parcast nel gruppo. Entro giugno 2019 Parcast si dedicherà alla produzione di podcast da rendere disponibili su Spotify. La sede principale è situata a Los Angeles e vanta di due studi e circa venti impiegati.

Parcast, cos’è e di cosa si occupa

Parcast è stata fondata nel 2016 da Max e Ron Culter e si occupa principalmente di racconti audio a tema fantascienza, crimini irrisolti e misteri.

La società dei Culter attualmente vanta di 18 serie, con più di 80 milioni di download. Tra le più conosciute vi sono Serial Killers, Cults and Conspiracy, Mind’s Eye, ed è solo l’inizio perché, entro la fine dell’anno, il numero delle produzioni dovrebbe arrivare a quota 40.

Sulle colonne di The Podcast Business Journal Max Cutler ha dichiarato: “In tre anni abbiamo creato una casa di produzione che è cresciuta in modo esponenziale, conquistando i fan, in particolare le donne [sono il 75% degli utenti, ndr], negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Siamo orgogliosi di entrare a far parte di Spotify”.

Il motivo di un successo rapido

Il successo di Parcast è attribuibile ai prodotti di qualità e ad un ottimo team di scrittori. Inoltre, la società si preoccupa di creare, sviluppare e produrre i suoi racconti in modo autonomo. Nonostante la collaborazione, comunque Parcast continuerà comunque a svolgere la sua attività anche in modo indipendente da Spotify.

Il Plus offerto dalla collaborazione

La collaborazione tra Spotify e Parcast permetterà l’aggiunta di di podcast su Spotify in modo da rendere quest’ultima società in grado di diventare la piattaforma audio leader nel mondo. Tramite questa acquisizione, infatti, il servizio di streaming musicale svedese potrà incrementare la propria libreria, anche al fine di oscurare la ormai storica rivale Apple.

Segnali dal futuro

“Sappiamo di non essere l’unica compagnia a pensare e a prepararci per il futuro”, ha dichiarato il celebre CEO della casa di Stoccolma Ek. Partendo da questa consapevolezza di base, ha inoltre affermato che “Inizieremo a competere con tutte le forme di intrattenimento e servizi d’informazione, e non solo con quelle musicali. Nella nostra industria le cose cambiano velocemente, ma il percorso per Spotify è chiaro”. In poche parole, lo scenario nelle società “dot-com” è segnato da rapide ascese ma anche da altrettanto rovinose cadute, tuttavia, Spotify sta preparando le sue strategie per risultare la killer application del mercato e per evitare di subirne una evoluzione che non è in grado di reggere. La Radio 4.0 non è stata ancora definita e nessuno oggi è in grado di prevedere quali saranno i forecast da qui a 10 anni, tuttavia è certo che la fantasia sta andando al potere, almeno in casa Spotify.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.