eSports
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Il mercato dei videogiochi si attesta come uno dei più prolifici a livello mondiale. Ma cosa sono gli eSports?

ESports: cosa sono e chi partecipa

Gli eSports, abbreviazione di sport elettronici, sono competizioni videoludiche organizzate in modo da accogliere un pubblico di videogiocatori professionisti da tutto il mondo, spesso tramite il patrocinio di importanti sponsor del settore quali Intel, Ubisoft, Bethesda etc., ma anche sponsor “esterni” quali Amazon, Red Bull e Sony etc.

Anche in Italia gli eSports hanno iniziato a muovere passi da gigante. Recente è la ricerca commissionata da AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italia) riguardante il numero ed il flusso economico mosso dai videogiocatori italiani.

Secondo i dati, ogni giorno viene visionato almeno un evento eSport da circa 260mila persone. Numero che cresce esponenzialmente, fino ad arrivare ad un milione di persone, se si considera anche chi visualizza un evento eSport più di una volta la settimana, ma non necessariamente ogni giorno.

Di questi avid-fan, più del 60% è di sesso maschile, compresi tra i 16 ed i 30 anni e con un livello educativo medio-alto (52%). Un buon numero arriva anche tra le persone di età 31/45 anni, di cui 1 su 3 dichiara di seguire eventi videoludici.

Le tipologie più seguite sono gli FPS (First Person Shooter) ed i videogiochi sportivi (conosciuti al 95% tra gli avid-fan); non stupisce, dunque, che il videogioco classificatosi primo per partecipazione agli eSport sia FIFA, storica simulazione calcistica di casa Electronic Arts.

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E-Sports alle Olimpiadi: possibilità o finzione?

Già nel 2014 Rob Pardo, uno dei creatori del videogioco World of Warcraft, avanzò l’ipotesi di rendere gli eSports disciplina olimpionica, paragonando la dedizione fisica e mentale di un gamer professionista a quella di un atleta olimpico, oltre al crescente apporto di sostenitori e partecipanti ai tornei videoludici di cui sopra, tornei che non hanno nulla da invidiare per pubblico, giro economico e regolamentazione agli sport più “tradizionali”.

Nel 2016 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha ricevuto dai comitati olimpici di Francia e Finlandia l’approvazione degli eSports come discipline sportive a tutti gli effetti. La Francia, in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024, ha provveduto a fornirsi di un’associazione nazionale che si occupi di anti-doping, scommesse, manipolazione e regolamentazione della competizione professionistica elettronica conosciuta come eSports France.

In Asia, dove il mercato videoludico è maggiore rispetto all’Europa, vi sarà la prova della presenza degli eSports ai Giochi Asiatici del 2018 a Jakarta, dal 18 agosto al 2 settembre, per poi divenire parte integrante della competizione nel 2022, ad Hangzhou.

In Italia, invece, il CONI sta procedendo in maniera contraria, assumendo che gli eSports non hanno alcuna caratteristica che li accomuni alle discipline sportive e, dunque, nessun diritto di prender parte ad una competizione quale le Olimpiadi.

Nel frattempo, a Losanna, al Museo Olimpico, si riuniranno il 21 Luglio 2018 CIO e GAISF (Associazione Globale delle Federazioni Sportive Internazionali) per un forum sull’eSport, con l’intento di scandagliare le possibilità di accogliere e regolamentare il panorama videoludico professionistico all’interno delle Olimpiadi. Gli esponenti del mercato dei videogiochi saranno numerosi, tra questi il CEO di Riot Games Nicolo Laurent, il presidente di Blizzard Entertainment Jarred Kennedy, il vice-presidente di Intel Corporation John Bonini ed il direttore dei programmi eSports per Twitch Justin Dellario.

E-Sports: sponsor e riuscita mediatica

Ad ora, la diffusione degli eSports è fruibile tramite varie piattaforme in livestreaming gratuito come Twitch, ma anche alcune emittenti televisive iniziano a stringere la mano alle competizioni elettroniche: Sky ha lanciato da Novembre 2017 il canale GINX ESportsTV, intuendo quanto il fenomeno degli eSports sia un mercato prolifico ed in continua espansione.

Con un mercato così ampio capace di raggiungere il miliardo di dollari entro la fine del 2018, anche le squadre di calcio hanno iniziato a far l’occhiolino ai tornei elettronici. Le prime compagini italiane a cercare dei videogiocatori professionisti sono stati la U.C. Sampdoria ed il Cagliari Calcio, seguite poi a ruota da A.S. Roma, Parma Calcio ed Empoli F.C.

Ma le squadre nostrane non sono state le sole ad affacciarsi al mondo elettronico: Siviglia e Valencia sono tra le squadre spagnole che vantano dei videogiocatori al loro seguito, Paris Saint Germain e Monaco in Francia ed anche nel SudAmerica possiamo trovare formazioni come il River Plate che hanno voluto mettersi in gioco in questa nuova realtà.