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Uno studio americano dimostra che i social media cancellino i ricordi

L’ora è giunta e ormai non vi è più scampo: anche Instagram ha introdotto la funzione dei ricordi. Come l’accadde oggi di Facebook anche il social network nato per il piacere di condividere immagini ora recita: «Vedi il post che hai pubblicato esattamente un anno fa». Naturalmente, ciascuno ha facoltà di ignorare l’invito, ma in tal caso quest’ultimo diverrà un’ossessione, ripetendosi con frequenza allarmante.

Ma i social network ci aiutano davvero a mantenere i ricordi? Stando a uno studio della ricercatrice americana Diana Tamir (Università di Princeton), no. Anzi, è dimostrato il contrario: i social media possono causare perdite di memoria.

Gli esperimenti

Che impatto ha lo scattare foto per i social durante un evento? Gli esperimenti hanno cercato di rispondere a questa domanda basandosi su tre variabili: il godimento dell’esperienza stessa, il livello di focus nel presente e l’effetto sulla memoria a posteriori. I risultati? A quanto pare, scattare e postare foto durante un’esperienza non intacca la concentrazione su di essa, né il godimento del momento. Però… perché, c’è un però: gli effetti sulla memoria sembrano deleteri. La colpa (secondo la scienza) sarebbe della cosiddetta memoria transattiva: il nostro intelletto divide le informazioni in un archivio interno (ovvero ciò che decidiamo di ricordare autonomamente) ed uno esterno (ciò che, invece, scegliamo di registrare con mezzi fuori da noi).

Archivi esterni

Sono molteplici i cosiddetti archivi esterni cui l’essere umano, per natura e pigrizia, è abituato a rifarsi: il fidanzato/a, i libri, oppure gli esperti da consultare nei vari ambiti. È tutta una delega. I social network e gli smartphone, naturalmente, ci agevolano nel ricorso ad archivi esterni: prima ricordavamo i numeri di telefono a memoria, ma da quando li registriamo in rubrica dobbiamo ogni volta andare a cercarli. Accade lo stesso per i ricordi in generale: per realizzare di averne, bisogna che ce li ritroviamo in un post.

 

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I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.