Pericolo negli USA: arriva la seconda vittima dell'ameba mangia cervello
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Paura negli USA dopo il secondo caso del parassita Naegleria fowleri che causa la morte dopo due settimane

Dopo il caso della donna di Seattle, di poco tempo fa, ecco la seconda vittima dell’ameba mangia cervello, è stato infatti riconosciuta la causa del decesso ed ascritta all’ameba perniciosa.

Il caso

Il Naegleria fowleri è un parassita che provoca lesioni molto gravi, fino ad essere mortali. Già dal primo caso di morte per l’ameba che mangia il cervello, la notizia ha fatto il giro del mondo creando la psicosi.

L’ultimo caso è stato registrato nella Carolina del Nord. La vittima è un uomo, un uomo, Eddie Gray, 59 anni, morto dopo essere andato a nuotare al Fantasy Lake Water Park, le cui acque erano infestate dal microrganismo. Questo è accaduto il 12 luglio scorso.

Nel caso della donna di Seattle, i primi sintomi di infezione si sono presentati sotto forma di un arrossamento intorno al naso, simile ad un’allergia. Successivamente, a seguito di un attacco di convulsioni che le aveva indebolito il braccio sinistro, la donna si è sottoposta a una serie di esami. Dalle analisi, i medici hanno potuto individuare una lesione anomala del cervello nella zona che controlla i movimenti. In prima ipotesi si pensò a un tumore e ne asportarono una parte per analizzarla. Nei giorni successivi al prelievo, le condizioni della paziente continuavano a peggiorare e nuove lesioni apparivano dalle scansioni del suo cervello. L’analisi della massa cerebrale lesionata ha permesso d’individuare finalmente l’ameba, causa della degenerazione della massa cerebrale. Purtroppo a quel punto il trattamento non era più sufficiente e la paziente è morta.

Dichiarazione del dipartimento sanitario

Il dipartimento sanitario ricorda che il Naegleria fowleri, se ingerito non causa malattie, ma può essere fatale se penetra dal naso. Questo può succedere durante le immersioni, lo sci nautico o altre attività acquatiche.

I primi sintomi di infezione includono mal di testa, nausea e vomito con una progressione molto rapida. Se non preso in tempo, la diagnosi è molto difficile, gli infetti muoiono entro una/due settimane.

Come agisce il parassita?

L’organismo è stato scoperto solo nel 1986 negli Usa, e da allora sono stati registrati solo poco più di un centinaio di casi.

Come l’alieno del manga/anime Kiseiju (l’ospite indesiderato), il parassita entra nel corpo attraverso il naso. Nei malcapitati più sfortunati migra nel cervello percorrendo il nervo olfattivo e da qui inizia a distruggere il tessuto cerebrale. Il nome tecnico dell’infezione è meningoencefalite amebica primaria, che porta alla morte.

E in Italia?

Secondo gli esperti, l’ameba mangia-cervelli non dovrebbe giungere in Italia. Il protozoo è conosciuto da 30 anni ma non è stato mai registrato nel nostro paese. “Il patogeno è letale ma le infezioni sono molto rare. Per quanto riguarda noi in Italia il pericolo non esiste, l’influenza miete molte più vittime – afferma Giovanni Maga, virologo dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia – questo è un protozoo teoricamente presente in tutte le zone temperate ma non è stato riportato nessun caso in Italia. È stato scoperto solo 30 anni fa, non se ne sa ancora molto, ma sappiamo che attacca spesso le scimmie e raramente gli umani“.