Permesso a killer
Stazione della metropolitana di Piscinola
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Nel marzo del 2018 aveva ucciso il vigilantes Franco Della Corte, ora gli hanno concesso già un permesso per festeggiare il 18° compleanno

Rabbia, delusione, sgomento, sono tante le emozioni che stanno provando i familiari di Franco Della Corte, vigilantes colpito a morte il 16 marzo 2018 all’esterno della stazione della metropolitana di Piscinola, Napoli, per il permesso che è stato dato al suo killer per festeggiare i suoi 18 anni. Ripercorriamo la vicenda di questo triste episodio.

L’omicidio di Franco Della Corte

Franco Della Corte fu aggredito il 3 marzo del 2018 nel piazzale esterno alla stazione metropolitana di Piscinola. Mentre stava eseguendo i controlli di routine e chiudendo il cancello, fu aggredito da alcuni teppisti che lo ferirono gravemente alla testa. Portato all’ospedale Cardarelli di Napoli morì il 16 marzo. La polizia per l’assassinio fermò tre minori: due 16enni e un 17enne che furono accusati di omicidio doloso. Infatti, grazie anche alle riprese delle videocamere, si accertò che i 3 picchiarono selvaggiamente il vigilantes.

Permesso al killer: la rabbia della famiglia della vittima

La famiglia di Franco Della Corte, oltre ad aver perso il loro parente, adesso devono subire anche questo, un fatto che sa di beffa: il permesso per festeggiare i 18 anni.

Alla notizia è esplosa la rabbia della figlia Marta che su Facebook così si sfoga: Non mi sono mai espressa direttamente tramite i social perché queste “ persone”, che nel tempo continuano a dimostrarsi di una pochezza inaudita, non meritano la mia attenzione. Ma ogni volta è veramente dura. Ci hanno costretto a vivere con il cuore a metà. Il tempo aggiusta le cose, dicono, ma non sempre. Non importa quanto tempo passerà, mio padre non varcherà più la porta di casa, non incontreremo più i suoi occhi complici e non sentiremo più la sua voce o il suo profumo. Vedere chi ti ha portato via l’altra parte del tuo cuore a poco più di 1 anno dal fatto, così ritratto sui social, è dura e fa male. Mio padre era entusiasta della vita, profumava di vita e gli hanno tolto la possibilità di realizzare i suoi sogni. Ci auguriamo che il 19 settembre a chi crede che sia un passatempo divertente colpire alle spalle un essere umano, a chi ha la crudeltà di guardare negli occhi un uomo a terra ferito indifeso agonizzante e continuare a colpire, a chi riesce a vivere consapevole di aver tolto un papà a dei figli e un marito a una moglie senza il minimo pentimento, a queste persone ci auguriamo non venga scontato nulla, ma che quel giorno la giustizia, come dovrebbe essere sempre e per tutti gli uomini in uno stato di diritto, faccia il suo corso!”.

La rabbia è montata non solo per la notizia, ma soprattutto per la diffusione di immagini di gioia del killer mentre festeggiava il compleanno, come se quel tragico episodio non fosse mai accaduto.