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Affanni di un decreto tampone

Il rilancio appare poco gradito a tante attività imprenditoriali; anzi assolutamente inadeguato.
Lavoratori ancora attendono sostegni, turismo non contemplato, poca tempestività per compulsare altri Stati che, tra loro, già hanno stabilito reciproci piani di riapertura delle frontiere.

Dalla parte scientifica si continua ad esprimere perplessità, ma riprendere le attività economiche è esigenza urgente e sentita.
Nel primo trimestre, dell’anno in corso, l’imprenditoria artigiana ha perso circa undicimila unità ed il peggio, secondo qualificate fonti, dovrebbe arrivare dopo l’estate.
Nessun reddito a sostentamento, ha indotto, gli appartenenti alle attività in oggetto, a chiudere definitivamente; non manca la volontà di lottare per continuare, ma riuscirci appare assai difficile.
I posti di lavoro, relativi alle competenze in argomento, sono stimati in circa trecentomila.

Piano delle riaperture senza senso della realtà

Nel settore turistico, una delle voci più incisive dell’economia nazionale, sono molteplici le problematiche. A Firenze, ad esempio, stanno valutando di riaprire a settembre; la contrazione del settore non consente passi falsi.

Le associazioni di categoria chiedono l’azzeramento, per l’anno corrente, delle imposte e, contemporaneamente, le imprese satelliti, già in stagnazione totale, si arrabattano in una irreversibile crisi.

Con l’artigianato, lo stesso settore turistico, è ritenuto un connubio sinergico che, nel nostro tessuto sociale, connota il marchio italiano in tutto il mondo.
Insomma è necessario un sostegno, certo e assai sostanzioso.

Contrasti su scuole, cantieri e le grandi vertenze in attesa

Concorsi per stabilizzare i docenti, snellimento procedurale del codice degli appalti, 150 tavoli di crisi ancora aperti, 28 vertenze che si trascinano da circa sette anni. Sono solo alcuni aspetti del “balletto politico” che contrasta, violentemente, con l’aspetto realistico dello stato dell’arte.

Le trattative non decollano, ma i temi attendono soluzioni urgenti e dirimenti.
Se al quadro attuale dovessimo aggiungere, malauguratamente, una “ripartenza” dei contagi, verrebbe messo in serio dubbio anche quanto fino ad ora deciso. E, il tutto, senza un piano alternativo.

Le zone rosse, sembra, siano state “ripescate” nel novero dell’assistenza, ma restano inalterati i problemi della burocrazia che, per certi versi, non appare ancora risolvibile per poter sostenere il piano della ripresa delle infrastrutture; il modello “Genova” potrebbe essere reiterato con altre costruzioni, ma se non si mette mano ad una specifica semplificazione, del codice degli appalti, non sarà possibile procedere con immediatezza.

Nel frattempo deflagra il caso Atlantia e si annuncia l’adire le vie legali; però l’attenzione è tutta per l’evoluzione europea. Un altro aspetto complesso e contrastato.
Il “Rilancio”,  agile e scevrato dalle pastoie dei formalismi non decolla; la maggioranza appare scollata; l’opposizione è tutta protesa all’accelerazione su polemiche, che aumentano le frizioni.

Si avverte un vuoto, potrebbe essere colmato da esplosioni di tensioni sociali; qualche avvisaglia si è già appalesata. Il Popolo è in credito: di verità e di rapide soluzioni.
La settimana si annuncia assai complicata, auguri a noi.

 

Raimondo Miele