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Attentato a Papa Giovanni Paolo II

Era il 13 maggio 1981 quando in piazza San Pietro, vennero sparati diversi colpi di pistola da parte di Mehmet Ali Ağca contro papa Giovanni Paolo II, intento a salutare i fedeli, ferendolo gravemente.
Nella memoria collettiva furono momenti di grande shock, di ansia e di preoccupazione per le condizioni di salute, apparse subito molto gravi, di uno dei pontefici più amati di sempre.

L’attimo che sconvolse il mondo

E’ mercoledì e a Roma c’è la consueta udienza settimanale a Piazza San Pietro. Una folla si è radunata attorno al percorso che Giovanni Paolo II a bordo della Papamobile scoperta si appresta a fare, al secondo giro, subito dopo aver abbracciato una bambina bionda, posata la mano sul capo di un ragazzino si accascia tra le braccia del suo segretario, don Stanislao Dziwisz, colpito da due proiettili sparati da Ali Ağca, un killer esperto appartenente al gruppo di estrema destra turco dei Lupi grigi.

Attentato Papa Giovanni Paolo II

La Campagnola accelera e fa rientro in Vaticano dall’Arco delle Campane.
Le condizioni del Santo Padre appiono subito molto gravi, si parla di pancreas perforato.
Alle 17.29 viene trasportato al vicino Policlinico Gemelli, durante il tragitto perde conoscenza.
Alle 17.55 il Papa entra in sala operatoria e viene sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza per trattare la massiccia perdita di sangue e le ferite all’addome.

Sono passate da poco le 23 quando i chirurghi Crucitti, Salgarello e Marin in conferenza stampa dichiarano che sono dovuti intervenire per riparare numerose lesioni intestinali e che il Papa ha perso molto sangue ma nessun organo vitale è stato compromesso.
Sono state rilevate una ferita all’avambraccio destro e una ferita alla mano sinistra, con frattura alla seconda e alla terza falange.
La prognosi rimane riservata per almeno due giorni: normale in operazioni di questo genere, ma c’è ottimismo per l’evolversi della situazione operatoria.

Il mistero del terzo segreto di Fatima

Fin da subito, e poi nel corso degli anni, l’attentato venne collegato alla Madonna di Fatima. Il 13 maggio, infatti, è proprio l’anniversario della prima apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima.

Lo stesso Giovanni Paolo II, convinto che sia stata l’intercessione della Madonna a deviare quel colpo e a salvargli la vita, chiese che il bossolo del proiettile venisse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima.

Persino un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, analizzando l’attentato, lo ha messo in relazione con l’ultimo dei Segreti di Fatima rivelati dalla Madonna ai pastorelli.